Dalle Cinquecentine ai pacchi di biscotti: ex direttore Girolamini arrestato per furto all'Esselunga

L'ex direttore della storica Biblioteca Girolamini di Napoli che sta scontando nella sua abitazione veronese una condanna ai domiciliari per peculato, dopo aver trafugato libri di enorme valore, è stato pizzicato dalla Polizia nel supermercato di via Fincato

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Che si tratti di fare la spesa al supermercato o di svaligiare dei suoi preziosi tesori librari una biblioteca storica e maestosa come il Girolamini di Napoli, ebbene per l'ex direttore M. M. D. C. fa poca differenza.

La sindrome dell'Arsène Lupin è tornata a farsi sentire in lui proprio nella mattinata di lunedì scorso, quando D. C., che già sta scontando una pena ai domiciliari per peculato dopo aver saccheggiato la biblioteca napoletana, si è presentato alle casse dell'Esselunga di via Fincato a Verona con due buste di spesa, cercando di uscire dal superercato senza pagarne una per un ammanco di circa 60 euro.

Ne è seguita una colluttazione con uno dei dipendenti che è riuscito a stopparlo fino all'arrivo delle forze dell'ordine. La Polizia lo ha dunque arrestato con l'accusa di rapina impropria e nella giornata di martedì 19 aprile si è tenuta la direttissima. Arresto convalidato per il 47enne che vive ai domiciliari nella sua casa alla Biondella, e dunque nuovo processo che partirà a fine giugno. Nessun aggravio ulteriore della pena che già sta scontando dopo aver rubato migliaia di volumi antichi, molti dei quali furono poi ritrovati proprio a Verona, sede di due suoi complici, in Zai e in Borgo Venezia.

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All'ex direttore del Girolamini era stato concesso nelle scorse settimane di uscire dalla propria casa per svolgere attività all'interno del Duomo, un permesso speciale che il magistrato aveva poi deciso di sospendere, alla luce anche delle polemiche sorte vista l'estrema vicinanza della Biblioteca Capitolare. Gli era comunque stata confermata la possibilità di usufruire di alcune ore di "libera circolazione" e pausa, per così dire, dai domiciliari. Un "tempo libero" che tuttavia M. M. D. C. ha decisio di impiegare davvero nel modo meno opportuno, ricadendo come il peggiore dei recidivi nel suo solito "vizietto", applicato questa volta non a Cinquecentine ed Incunaboli, bensì a pacchi di pasta, biscotti e succhi di frutta.

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