Resti umani trovati in un campo a Villafranca, arrestato il presunto omicida

È un uomo di 31 anni, di nazionalità nigeriana, portato in carcere dopo essere stato fermato dalla polizia all'aeroporto di Malpensa. Dietro al delitto di Happy Peter ci sarebbe una vendetta trasversale

I carabinieri al lavoro sul campo dove erano stati ritrovati i resti di Happy Peter (Foto di repertorio)

Un uomo di 31 anni, di nazionalità nigeriana, è stato arrestato e portato in carcere giovedì scorso, 4 luglio, all'aeroporto di Malpensa dalla polizia di frontiera lombarda, che lo aveva trovato sprovvisto di documenti. L'uomo è accusato di omicidio, con le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. Per i carabinieri di Villafranca di Verona, è lui l'autore dell'omicidio di Happy Peter, nigeriano 23enne, i cui resti furono trovati nella notte del 31 ottobre in un campo di Villafranca.
Il delitto sarebbe avvenuto il 10 agosto 2017, quindi quasi tre mesi prima del ritrovamento dei resti. Un testimone aveva, infatti, assicurato di aver visto Happy Peter allontanarsi con un connazionale proprio il 10 agosto e da quel momento pare che nessuno lo abbia più rivisto.
La causa dell'omicidio pare sia una vendetta trasversale, secondo fonti giudiziarie citate da TgVerona. Il fratello di Happy Peter, che vive nel Mantovano e il cui dna è stato fondamentale per il riconoscimento del defunto, avrebbe avuto una relazione con la fidanzata del 31enne e più volte quest'ultimo lo avrebbe minacciato. Solo che le minacce si sarebbero poi concretizzate non con la morte non del presunto amante della compagna dell'arrestato, ma con la morte del fratello dell'amante.

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