Rapine violente nelle ville: sgominata dai carabinieri la banda, 4 arresti

I militari dell'Arma hanno arrestato quattro cittadini nordafricani autori di numerosi colpi, tra minacce di morte e brutalità nei confronti delle vittime, in Lombardia e in Veneto

Quattro persone arrestate in flagranza per concorso in rapina pluriaggravata e resistenza a pubblico ufficiale, indagate anche per ricettazione e per un'altra serie di colpi messi a segno tra Lombardia e Veneto. È il risultato dell'operazione "Raiders", condotta dai carabinieri delle province di Rovigo e Verona, coordinati dal sostituto procuratore Zenatelli, e scattata nella notte tra il 30 e il 31 agosto, dopo un crimine avvenuto a Goito. 

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La collaborazione tra i due comandi provinciali dell'Arma nasce intorno alla metà di agosto, dopo alcuni furti e rapine violente (esclusa una), registrati nel triangolo compreso tra le zone di Verona, Rovigo, Padova e Mantova. I militari hanno così dato vita ad un fitto scambio di informazioni e ad una serie di servizi, che li hanno portati anche ad impiegare una cinquantina di unità sul territorio: una cooperazione resa necessaria dalla vastità dell'area interessata dai numerosi colpi, con i responsabili che avrebbero potuto spostarsi da una zona all'altra complicando così ulteriormente il lavoro delle forze dell'ordine. 

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Le prime indagini però hanno portato i carabinieri ad ipotizzare che dietro tutti questi episodi ci potessero essere le stesse persone. Il modus operandi infatti era spesso molto simile tra una situazione e l'altra, così come la scelta degli obiettivi: i criminali usavano colpire in villette isolate in campagna, possibilmente abitate da persone anziane (o comunque soggetti ritenuti "deboli"), con il volto ben travisato e i guanti. Secondo quanto riferito dagli investigatori, i rapinatori solitamente aggredivano verbalmente e fisicamente le proprie vittime, nel tentativo di non lasciare loro la possibilità di ribellarsi, modulando anche la voce (parlando in italiano o dialetto o in altre lingue) per cercare di dare meno indizi possibili. 
Nonostante queste precauzioni, però i militari sono riusciti a risalire ad un uomo, un cittadino marocchino classe 1990, che è stato tenuto sotto osservazione. 

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LA RAPINA - La grande mole di lavoro delle forze dell'ordine, alla fine ha portato i suoi frutti nelle prime ore del 31 agosto, quando 4 uomini, tutti cittadini marocchini di età compresa tra i 25 e i 30 anni, hanno colpito in una villetta di Goito, dove abitava un uomo classe 1955, il quale aveva ricevuto la visita del fratello. I due, intorno alle 3 di notte, hanno sentito abbiare i cani e sono così scesi a controllare, trovandosi di fronte la banda, munita di un bastone, un piede di porco e un utensile simile ad un machete: il fratello in visita ha provato a ribellarsi ai criminali, guadagnandosi la frattura dello zigomo. Dopo le violenze fisiche e verbali, i malviventi hanno potuto rubare dalla casa gli oggetti che più gli interessavano, compresa la pistola del residente, una Replica 38 Special. 
Quando il gruppo si è allontanato è partita la chiamata ai carabinieri della Compagnia di Castiglione delle Stiviere, la quale si è subito messa in contatto con i colleghi di Rovigo e Legnago, che hanno dato il via immediatamente ai rilievi. 

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Acquisiti i primi elementi, l'Arma è riuscita ad inviduare il veicolo, una Fiat Sedici rubata a San Pietro in Cariano l'8 di agosto, e ad intercettarlo subito dopo il colpo. I militari hanno così scoperto la banda sostava nel Veronese: tre di questi infatti si sono fermati a Bergosso, frazione del comune di Terrazzo, mentre il quarto, l'uomo identificato in precedenza, alloggiava in un appartamento di San Giovanni Lupatoto, situato in via Carlo Alberto. 
Per non dare all'uomo la possibilità di mettersi in contatto con i complici e dare loro un speranza di fuga, i carabinieri hanno fatto irruzione nel suo appartamento alle 5 del mattino della notte stessa con il blitz fulmineo di una decina di unità, riuscendo a trarlo in arresto. Circa un'ora e mezza dopo è scattata la seconda operazione, in un'abitazione situata in un'area rurale di Bergosso, dove i militari non avevano idea di chi si sarebbero trovati davanti: alla fine tutti e tre i restanti componenti della banda sono finiti in manette nonostante la resistenza opposta e sono così potute partire ulteriori verifiche, che hanno permesso di recuperare in un campo vicino diversa refurtiva. Si trattava principalmente di contanti e preziosi, ma anche altro materiale ora al vaglio degli investigatori. 

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Grazie alla tempestività dei carabinieri di Mantova e al lavoro delle Compagnie di Legnago e Rovigo, i 4 si trovano ora tutti a disposizione dell'Autorità giudiziaria in attesa della convalida del provvedimento. Si tratta di 4 cittadini marocchini: E.J.Z., classe 1990, M.M., classe 1987, O.S., classe 1996, e O.I. 1983, pregiudicati per reati contro il patrimonio e irregolari in Italia che, oltre alla rapina di Goito, i militari ipotizzano siano responsabili di oltre una quindicina di colpi tra Verona, Rovigo, Este (Padova) e Mantova. Solo però nuove indagini potranno confermare questa teoria avanzata dalle forze dell'ordine. 

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