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Anziana legata al letto e violentata più volte dall'infermiere a Negrar

Terribili accuse rivolte ad un ex operatore della Casa di cura: avrebbe abusato sessualmente di almeno due pazienti inferme. Sui loro corpi poi comparivano botte e tagli. La dirigenza aveva avvisato i famigliari

La Redazione 13 giugno 2013

Un collega lo avrebbe filmato con un telefonino mentre abusava di due anziane inferme. Sono queste le accuse, pesantissime, rivolte ad un infermiere per alcune presunte violenze sessuali in una Casa di cura. Dell'inchiesta si sta occupando il pm Giuseppe Pighi, della Procura di Verona. La prima misura è stata quella della struttura ospedaliera, che ha deciso di sospendere il dipendente in attesa degli accertamenti. Due sarebbero le vittime anziane su cui aveva sfogato i suoi terribili desideri nella Casa Nogarè dell'ospedale Sacro Cuore "Don Calabria" di Negrar (totalmente estranea alla faccenda).

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Una di loro, 72 anni, starebbe anche aspettando un risarcimento ed è da lei che sarebbero partite le segnalazioni per sospette violenze. Il primo fatto risale al 2011, quando la figlia, che la accudisce quotidianamente, si era accorta di tagli e botte sul corpo della madre. Per un anno avrebbe rilevato lesioni la cui origine era indecifrabile. Almeno fino a quando la dirigenza dell'ospedale non l'aveva convocata e le aveva riferito i terribili segreti che nascondevano le botte. Per oltre due anni un infermiere aveva abusato della madre. Come spiega il Corriere Veneto, si tratterebbe di "rapporti sessuali plurimi", in certi periodi anche con "cadenza giornaliera", con l'anziana legata al letto per limitarne i movimenti. La denuncia sarebbe partita da un collega infermiere, con il quale l'uomo, ora indagato, si sarebbe confidato. A prova di ciò ci sarebbero alcuni filmino con il cellulare. Lo stesso indagato, ormai ex infermiere, avrebbe ammesso già qualcosa durante le indagini.

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