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Digos: arrestato a Cerro Veronese 40enne anarchico ed esperto di esplosivi

Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di martedì dall'ufficio di Torino in collaborazione con l'omologo di Verona, in seguito all'indagine che lo scorso febbraio portò all'arresto di sei persone riconducibili al centro sociale “Asilo”

 

G.S., classe 1979, è stato arrestato nella mattinata di martedì 26 novembre a Cerro Veronese, dalla Digos di Torino, in collaborazione con i colleghi di Verona. 
Come riferiscono i colleghi di TorinoToday, il tutto è partito dall'operazione "Scintilla", che lo scorso febbraio aveva portato all'arresto di sei esponenti del centro sociale piemontese Asilo Okkupato (che è stato contestualmente sgomberato) per 15 attentati mediante l'invio di plichi postali a ditte e società con sede a Torino, Bologna, Milano, Roma, Bari, Ravenna, e per la collocazione di altri 6 ordigni rudimentali (taniche di benzina con innesco esplosivo) davanti a uffici delle Poste di Torino, Bologna e Genova.
Le aziende finite nel mirino del gruppo, erano in qualche modo collegate con i centri di permanenza e rimpatrio dei migranti irregolari sparsi sul territorio nazionale.

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Le immagini della cascina in cui è stato trovato l'uomo

Ad incastrare G.S. sarebbe stato il suo DNA rilevato su un ordigno indirizzato alla società Ladisa Ristorazioni, ma recapitato alla Igeam di via Benaglia a Roma l'8 marzo 2016. Contenuto in una busta con pluriball, era formato da in sistema di attivazione con batteria a 9 Volt e da un innesco costituito da una lampadina alogena con il bulbo di vetro rotto e filamenti a contatto, con una carica esplosiva del peso di 22 grammi di polvere pirica. 
La bomba si sarebbe attivata all'apertura della busta e un identico plico era stato inviato alla ditta Crea di Ravenna qualche giorno prima: l'ipotesi degli inquireti è che la fabbricazione sia la medesima. 

Lo scorso 30 marzo 2019, in occasione della manifestazione internazionale degli anarchici tenutasi a Torino, G.S. si sarebbe trovato nel 'blocco nero' intercettato dalla polizia in via Aosta. Tutti furono denunciati per il possesso di un arsenale in grado di devastare la città e il giorno dopo fu recapitato un pacco esplosivo alla sindaca Chiara Appendino.

L'individuo avrebbe alle spalle anche una condanna per il lancio di due ordigni esplosivi contro il comando della polizia locale di Parma, avvenuto il 20 ottobre 2008, ed ora si trova rinchiuso nel carcere di Montorio con le accuse di fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo. 

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