Sono 6 le farmacie veronesi coinvolte nel progetto "Counseling Alzheimer"

Oggi lunedì 21 settembre ricorre la 22esima Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Nel frattempo si è giunti alla seconda fase del progetto "Counseling Alzheimer" che coinvolge 6 farmacie veronesi

Oggi luned' 21 settembre ricorre la 22^ Giornata Mondiale dell'Alzheimer, una malattia che si stima possa colpire circa il 5% della popolazione over 60, con circa un milione di persone affette nella sola Italia. Nella città di Verona si contano invece più o meno 10.000 malati di Alzheimer, con costi e difficoltà nella gestione del paziente che spesso sono a carico delle famiglie. Ben venga dunque l'iniziativa portata avanti da Federfarma Verona, in collaborazione con Associazione Alzheimer Verona e Centri Servizi per il Volontaria, tesa a fornire supporto a quelle famiglie che si trovano a dover affrontare il problema di avere in casa una persona malata di Alzheimer. Il servizio che offre sedute di consulenza gratuita, coinvolgerà 6 farmacie veronesi, così come si legge in una nota diffusa da Federfarma Verona:

Prende in via in questi giorni la seconda tranche del progetto pilota a livello regionale “Consulenze psicologiche e counseling in Farmacia”, 6 anche quest’anno le farmacie coinvolte a Verona e provincia riconoscibili dalla locandina, che punta a migliorare la qualità della vita dei pazienti malati di Alzheimer e dell'intero nucleo familiare per far sì che questa grave patologia degenerativa non venga vissuta in “isolamento”. L'iniziativa gratuita in collaborazione tra Federfarma Verona, Centro Servizi per il Volontariato, Associazione Alzheimer Verona, consiste nell'ospitare in sei farmacie di città e provincia uno psicologo e un volontario, con specifiche competenze, che programmano colloqui mirati di 45 minuti ciascuno all'interno delle farmacie.

Attualmente sono circa 10.000 i pazienti affetti da demenze nella sola provincia di Verona, l'80% dei quali sono quelli colpiti dalla malattia di Alzheimer. Nella prima fase del progetto partito nel 2014, sono state aiutate 36 famiglie e l’analisi della situazione ha permesso di evidenziare che nei piccoli centri abitati esiste ancora un senso di vergogna da parte di alcune famiglie che hanno un malato di Alzheimer in casa, ma anche una sorta di timore a parlare con uno psicologo, mentre in città la famiglia cerca maggior supporto. Sicuramente questa iniziativa è servita ad avvicinare all’Associazione Alzheimer molte famiglie che non avevano alcun punto di riferimento, intesa soprattutto in termini di servizi gratuitamente offerti, e a far emergere alcuni di quei tanti casi iniziali di demenza ancora sommersi perché legati al timore delle conseguenze nel riconoscerli.

«Visto il buon esito della prima parte del progetto abbiamo ritenuto doveroso proseguire offrendo così ad un sempre maggiore numero di familiari un sostegno concreto - dice Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia -. Tocchiamo con mano ogni giorno le difficoltà cui vanno incontro le famiglie dei pazienti affetti da Alzheimer e la farmacia, che è anche punto di riferimento sociale per la comunità, si sente in dovere di sostenerli oltreché moralmente, anche con percorsi professionali mirati. In farmacia sono in distribuzione già da questi giorni, volantini che illustrano l’intera iniziativa (da non confondere con quella denominata “Psicologo in farmacia”) focalizzata unicamente sulla patologia di Alzheimer. Tutte le sedute di counseling sono totalmente gratuite».

«L’obiettivo primario è quello di lavorare sulle abilità del paziente e “allenarlo” per quanto possibile a mantenerle grazie al contributo di psicologi e volontari formati dall’Associazione Alzheimer Verona – spiega Maria Grazia Ferrari Guidorizzi, presidente Associazione Alzheimer Verona -. La farmacia è un luogo portatore di benessere, all'interno del quale le persone si sentono a proprio agio, ascoltate e protette, in cui possono apprendere le strategie necessarie per condurre in maniera serena il difficile percorso della patologia. Bisogna sostenere con grande impegno i familiari che prima si trovano spiazzati davanti alla malattia e poi, molto spesso, cadono in depressione perché non sanno come affrontare la situazione tendendo ad isolarsi. In farmacia si punta soprattutto all'ascolto e all'orientamento verso i laboratori per la memoria creati presso le sedi dell’Associazione veronese».

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