Allarme in Veronetta: «C'è uno stalker». Poi la polemica: «Grave esporre chi ha avvertito»

Si tratterebbe di «un ragazzo bianco e giovane» che si coprirebbe il volto «con il cappuccio della felpa nera». Le attiviste di Non una di meno contro gli organi di stampa che hanno divulgato il nome e il luogo in cui lavora la giovane che ha segnalato per prima la vicenda

Polizia in Veronetta

«Vi scrivo per segnalarvi degli episodi gravi accaduti nelle due settimane precedenti in Veronetta. Già tre ragazze sono state seguite ed importunate da un individuo che gira tra le 2 e le 4 di mattina tra via XX Settembre, via San Nazzaro e via Trezza. Sembrerebbe un ragazzo bianco e giovane ma si copre con il cappuccio della felpa nera e una sciarpa (nera o bianca) sul viso». Con queste parole, rapidamente diffusesi sui social, una giovane ragazza del quartiere ha voluto segnalare il susseguirsi di episodi inquietanti che avrebbero visto quale protagonista una sorta di presunto "molestatore seriale", il quale inseguirebbe le sue vittime a tarda notte e, almeno in un caso secondo il racconto fornito dalla ragazza, avvrebbe anche compiuto atti onanistici pubblicamente.  

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Il messaggio divulgato sui social

Nel quartiere di Veronetta sono anche comparsi alcuni cartelli, successivamente rimossi, che avvertivano la popolazione, e in particolare le giovani donne, circa la supposta presenza di questo uomo che, appostandosi dietro le auto a notte fonda, sbucherebbe all'improvviso per "spaventare" o addirittura "molestare" le ragazze. Dalla questura scaligera fanno sapere che, a differenza di quanto riportato nel messaggio di colei che avrebbe inizialmente diffuso la notizia, di denunce formali al momento non ne sarebbero arrivate. Alcuni agenti delle volanti hanno però raccolto nei giorni scorsi una segnalazione al riguardo proprio all'interno del quartiere di Veronetta e, di conseguenza, la vicenda è oggetto di particolare attenzione da parte delle forze di polizia.

Nel frattempo sull'argomento è intervenuto anche il gruppo di attiviste/i di Non una di meno - Verona, aprendo un fronte polemico indirizzato questa volta contro la stampa locale, rea, a detta del movimento, di aver avventatamente esposto la ragazza che ha inizialmente dato l'allarme, divulgando il suo nome e il luogo in cui lavora: «La persona che ha scelto di fare da tramite per il racconto, come forma di avvertimento per altre, è stata inutilmente esposta. - si legge nella nota di Non una di meno  - Questa stessa persona non ha scelto come erroneamente si dice nell’articolo di pubblicare la denuncia sul proprio profilo Facebook, non avendo alcun coinvolgimento con gli episodi in oggetto. Ed è molto grave che nell’articolo, senza il suo consenso, vengano citati il suo nome e il luogo in cui lavora, visto soprattutto l’argomento di cui si tratta. Questo costituisce non solo un fatto deontologicamente discutibile, - si conclude la nota di Non una di meno - ma ne mette a rischio la sicurezza».

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