Alcoltest, gli automobilisti fermati potranno chiamare l'avvocato

Le Forze dell'ordine da qualche mese devono scrivere a verbale che hanno avvertito i conducenti di questa possibilità. Altrimenti, nei casi gravi, le analisi dell'etilometro potranno essere annullate

"Ha il diritto di chiamare il suo avvocato". Queste dovrebbero essere le prime parole che le Forze dell'ordine dovrebbero pronunciare ancora prima di chiedere l'alcoltest al conducente "beccato" in strada. Anche in caso di neopatentati o se il tasso supera di gran lunga i limiti previsti. E lo si deve mettere persino a verbale, per non incorrere nell'annullamento dell'eventuale etilometro positivo. E questo proprio in ragione del fatto che c'è il pericolo di incorrere in un reato e dunque passibile di indagini di polizia giudiziaria. Il caso vale ovviamente per i conducenti più "critici". Ovvero quelli che visibilmente appaiono ubriachi. Nei controlli " a campione" tutto ciò non avrebbe ragione di esistere. Tutto ciò ha dei precedenti, a Milano.

Per questo lo "Sportello dei diritti" giudica il provvedimento "un macigno su quelle migliaia di provvedimenti emessi per guida in stato di ebbrezza accertati con l’etilometro, l’alcoltest o qualunque altro marchingegno utile a individuare il tasso di alcol nel sangue al momento del fermo delle Forze dell’ordine". "Di fatto - precisano gli esperti - deve ritenersi nullo l’accertamento dello stato di ebbrezza mediante etilometro effettuato senza che l’interessato sia avvisato della facoltà di nominare un difensore di fiducia. In generale, se un soggetto si trova in stato di ebbrezza, il fatto che venga avvisato della facoltà di essere assistito da un legale gli dà la possibilità, non essendo perfettamente lucido, di far seguire le operazioni di accertamento da un tecnico terzo. Dunque, se gli agenti accertatori non hanno indicato nel verbale che il cittadino è stato avvisato della facoltà di farsi assistere da un legale di fiducia, i giudici di Pace saranno sommersi di richieste di annullamento dei provvedimenti".

LA CONTESTAZIONE - L’ancora di salvezza più concreta, se si è solo leggermente oltre il limite, consiste nel chiedere di ripetere la prova. Gli agenti sono obbligati a concedere una seconda possibilità, e devono fare trascorrere almeno 10 minuti tra una soffiata e l’altra. Questo serve ad evitare di incriminare persone che hanno bevuto poco, ma subito prima di essere fermati per un controllo, poiché in quel caso il valore riportato dal macchinario non è coerente con le reali condizioni psicofisiche di una persone, né con il livello di alcool nel sangue (livello che tramite queste strumentazioni viene semplicemente dedotto, non verificato).

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