Vendite porta a porta, Adiconsum mette in guardia da pratiche scorrette

All'associazione dei consumatori veronesi giungono sempre più segnalazioni di vendite porta a porta poco chiare, che generano confusione nei cittadini

Aumentano le segnalazioni che giungono all'Adiconsum di Verona di casi di vendita porta a porta.

La dinamica è sempre la stessa - spiegano dall'associazione dei consumatori veronesi - il cittadino riceve in casa un incaricato di una società che consegna un catalogo di oggetti per la casa o arredi. L'incaricato chiarisce la non obbligatorietà dell'acquisto, ma precisa che, per lasciare il materiale pubblicitario, si deve sottoscrivere un modulo. Solo nel corso di una seconda visita, circa un mese dopo, il rappresentante della società comunica che quello che è stato precedentemente sottoscritto è un vero e proprio contratto talvolta con impegno di spesa di oltre tremila euro.

Adiconsum Verona in questi casi interviene formalmente a difesa del consumatore per esercitare il diritto di recesso. Il Codice del Consumo consente infatti ai cittadini di annullare gli acquisti effettuati fuori da un locale commerciale, come nel caso di un contratto stipulato nel domicilio del consumatore. In tali ipotesi, il cittadino ha 14 giorni di tempo per recedere dall'acquisto, esercitabile senza dover fornire alcuna motivazione. Il termine di 14 giorni decorre, in caso di acquisto di beni, dal giorno in cui il consumatore ne viene in possesso. E nei casi sinora curati dall'associazione è stato annullato il contratto, in quanto i beni non erano stati ancora consegnati. Il recesso ha quindi garantito un risparmio considerevole ai cittadini interessati.

Questa pratica commerciale è scorretta in quanto ingenera confusione nel consumatore - conclude l'Adiconsum - Non chiarisce sin dal primo contatto le vere caratteristiche dell'offerta, inducendo il cittadino a fare scelte che altrimenti non avrebbe effettuato.

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