Acque Veronesi potenzia i filtri anti-Pfas per le zone di Verona, Vicenza e Padova

Il costo dell'intervento ammonta a un milione 800 mila euro, di cui 930 mila di finanziamento regionale, ed è stato realizzato alla centrale di Madonna di Lonigo, gestita dalla società scaligera

Dopo la notizia della modifica al Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche da parte della Regione, un altro intervento per contrastare l'inquinamento del Veneto è stato reso noto. 
La centrale di produzione idrica di Madonna di Lonigo (Vicenza), gestita dalla società Acque Veronesi, ha potenziato il processo di trattamento dell’acqua potabile con ulteriori 10 filtri carbone attivo (GAC), che vanno ad aggiungersi ai 5 filtri rapidi a sabbia (potenzialità 500 l/s) e ai 10 filtri GAC già attivi per l’abbattimento dei composti Pfas.

L’operazione da poco completata è stata presentata oggi, 21 maggio, nel corso di un sopralluogo dell’assessore regionale all’ambiente accompagnato dal direttore generale di Arpav, dai vertici e dai tecnici di Acque Veronesi, dal sindaco di Lonigo e da un rappresentante dell’amministrazione provinciale di Vicenza. Il costo dell’intervento di potenziamento, i cui lavori ora conclusi erano stati appaltati a novembre, ammonta a un milione 800 mila euro, di cui 930 mila di finanziamento regionale.

“Acque Veronesi va ringraziata – ha detto l’assessore veneto – per la velocità con cui i lavori sono stati eseguiti e la chiarezza delle idee. Come Regione ci eravamo attivati fin dall’inizio di questa emergenza e quando l’Istituto Superiore di Sanità ci ha detto di decidere noi i limiti per i Pfas, abbiamo indicato il valore 'zero' per la 'zona rossa'. Sono state ulteriormente potenziate le azioni di filtraggio che sono ora le più avanzate a livello europeo. Convocheremo gli enti gestori del servizio idrico del Veneto chiedendo che la stessa metodologia sia applicata in tutti gli acquedotti per evitare che si possano verificare situazioni analoghe, ampliando tra l’altro il raggio d’azione anche al percolato delle discariche. Il problema è complesso e abbraccia un ambito ampio, serve quindi un coordinamento che la gestione commissariale ormai imminente potrà garantire, soprattutto per quanto riguarda i tempi d’intervento”.

“Le misure messe in atto in via d’urgenza per ridurre il rischio per la popolazione – ha detto il direttore dell’Arpav - consentono di stare tranquilli, in attesa che vengano realizzate le nuove tratte di adduzione dell’acqua. La dichiarazione dello stato di emergenza, con la conseguente gestione commissariale, renderà possibile accelerare i tempi per le fasi successive, riprendendo il molto che è già stato fatto”.

La centrale di Madonna di Lonigo provvede all’approvvigionamento idrico di comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Con il dottor Claudio Zorzi dell'ospedale di Negrar l'Ortopedia veronese ai vertici in Italia

  • Operato a Verona, un paziente ringrazia: «Ho finalmente rivisto la luce»

  • Cosa fare a Verona e provincia durante il weekend dal 15 al 17 novembre 2019

  • Guai per una cooperativa: scovati 240 lavoratori irregolari e 7 in "nero"

  • È di Stallavena il secondo panettone artigianale più buono d'Italia

  • Senza cinture al momento dello scontro: grave la bimba, indagata la madre

Torna su
VeronaSera è in caricamento