Verona, il cimitero verticale non trova pace: progetto stroncato da Federutility. "Vietato dalla legge"

Arriva ai capigruppo del Consiglio di Palazzo Barbieri la risposta sollecitata sull'idea di realizzazione della torre di 35 piani a San Michele: "Non si può realizzare un complesso per la sepoltura da parte di soggetti diversi dal Comune"

I doppisensi si sprecano: “pietra tombale”, “affossamento”, “morte del progetto”. Sarebbero quelli tirati in ballo per descrivere il parere sul “cimitero verticale” che dovrebbe sorgere a San Michele, nell’area da oltre 70mila metri quadrati che la società milanese “Cieloinfinito Srl” aveva acquistato per 11 milioni dal Comune.

Ebbene, ai capigruppo del Consiglio comunale, martedì, è arrivato il documento siglato dal presidente di Federutility (la federazione italiana che riunisce tutte le aziende partecipate d’Italia per i servizi locali), Massimiliano Bianco. Durante le discussioni in Comune erano nate non poche polemiche. Così era stato chiesto al segretario generale di Palazzo Barbieri, Cristina Pratizzoli, di avviare un dialogo con autorità super-partes e competenti in materia. La risposta è arrivata: “Non può realizzarsi un cimitero, inteso come complesso di beni e servizi per la sepoltura dei defunti, da parte di soggetti diversi dal Comune e con natura diversa da quella di cimitero appartenente al demanio comunale”. Diretto e chiaro. Non ci sono margini di “interpretazione” sul grattacielo di 35 piani e in grado di ospitare fino a 20mila salme, trovando poi spazio per cappelle di famiglia, chiese, gallerie d’arte.

SUL TERRENO VENDUTO A SAN MICHELE IL CIMITERO VERTICALE

CIMITERO VERTICALE, TOSI: "QUEI MILIONI SALVANO IL BILANCIO"

Dopo mesi di discussioni, anche interne alla maggioranza di Tosi, ecco la bocciatura di Federutility. “Desta perplessità che si preveda un cimitero privato quando la legge pone un divieto di concessione di aree cimiteriali a persone od enti con fine di lucro” riporta il documento che nelle prime 12 pagine ribadisce tutta la legislazione in materia di edilizia funeraria. Inoltre, precisa l'associazione, l'edificazione deve prevedere un certo tipo di terreno e una distanza minima dalle abitazioni.

Incassano una prima vittoria gli oppositori al progetto, Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, che da subito si erano levati contro il progetto milanese. Ora gli stessi premono affinchè il Comune restituisca la caparra (parte di quegli 11 milioni che al Comune erano utilissimi a far quadrare il bilancio) e chiudere ogni polemica. Dalla Giunta comunale non sarebbero arrivati commenti, per ora, anche se è probabile che non ci sia piena convinzione sulle doti super-partes di Federutility: rappresenta e tutela i gestori di servizi pubblici, compresi quelli dei cimiteri, che considerano fumo negli occhi l’insediamento di un cimitero privato a fare da “concorrenza”.

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"NON SI FANNO AFFARI CON I CIMITERI" - "Il parere di Federutility che possiamo indicare come l'associazione di categoria più pertinente nel caso - spiegano i consiglieri comunali Pd, Michele Bertucco e Stefano Vallani - dice chiaramente che con i cimiteri non si fanno affari. E aggiungiamo, noi, nemmeno speculazioni edilizie. Nel nostro ordinamento i cimiteri hanno sempre una dimensione comunitaria, demaniale o comunale, e qualsiasi sia la formula organizzativa scelta, essa deve sempre prevedere la partecipazione dell'amministrazione locale. In breve, non si intravvedono possibilità di costituire cimiteri privati. Fin da subito il Pd ha visto che la proposta non poteva quadrare. Speriamo che questa ennesima stroncatura del progetto di grattacielo funerario possa far desistere la Giunta una volta per tutte. Vogliamo che la nostra città sia conosciuta nel mondo per le sue bellezze naturali e storiche e non per qualche macabra singolarità".

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