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Scontri a Barcellona per l'indipendenza della Catalogna: il racconto di una veronese

La capitale della regione spagnola è sotto assedio da lunedì, dopo la condanna della corte suprema nei confronti di 12 separatisti. Una 25enne, Silvia Doci, si è messa in contatto con la nostra redazione e ci ha raccontato quanto ha vissuto

 

Decine di migliaia di manifestanti hanno occupato lunedì gli aeroporti di Barcellona e Madrid, per manifestare  contro la sentenza della corte suprema spagnola che ha condannato i 12 leader separatisti catalani, a pene dai 9 ai 13 anni per sedizione e malversazione.

Il tribunale supremo spagnolo li ha ritenuti responsabili dell’organizzazione del referendum di indipendenza del primo ottobre 2017, proibito dalla corte costituzionale e represso da giudici e polizia, ma che riuscì a coinvolgere due milioni di votanti. 

Per la Catalogna indipendentista sono giorni molto difficili. Appena i media hanno cominciato a rivelare la  decisione della Corte Suprema spagnola,  in migliaia si sono riversati nelle strade, creando veri e propri fiumi di protestanti. Le aule universitarie si sono svuotate, gli automobilisti, le strade e i mezzi pubblici sono stati bloccati, la gente e i turisti non si sentono sicuri..

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La nostra redazione ha ricevuto alcune immagini di quanto sta avvenendo in Spagna, tra queste segnalazioni, quelle di Silvia, una ragazza di 25 anni, che dopo aver frequentato l’Univesitá di Belle Arti di Verona, è partita per Barcellona in cerca di lavoro, sulle orme di altri giovani connazionali.

Da lunedì siamo sommersi da  rivolte - racconta Silvia - di giorno sono più pacifiche mentre la sera diventano veramente "aggressive". Lunedì tornavo in bus da un colloquio di lavoro, sono dovuta scendere e tornare a casa a piedi, perché le proteste hanno bloccato tutto! Io vivo vicino al Arc de Trionf e qui i manifestanti hanno bruciato i cassonetti ma nulla di più. Bruciano i cassonetti e via passano alla prossima strada. In certi quartieri la situazione é più critica e le  manifestazioni hanno bloccato le vie, specialmente la sera non è molto sicuro uscire... Soprattutto in certi punti in cui  la polizia reagisce in modo violento. Sapranno loro se è giusto essere così violenti - commenta Silvia, parlando della polizia - però il diritto di protesta non lo devono ignorare, o almeno devono arginarlo senza peggiorare la situazione. Io sinceramente non so se ho più paura ad uscire per i manifestanti o per la polizia stessa.

In allegato i video di Silvia.

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