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Carenza di dottori, confronto tra Regione, università e Ordine dei Medici

La Regione Veneto non torna indietro sulla possibilità di assumere medici non specializzati, ma continua a dialogare con chi ha criticato questa scelta

 

Il presidente Luca Zaia ha definito «proficuo» l'incontro che oggi, 3 settembre, si è tenuto a Venezia tra la Regione Veneto, le università e l'Ordine dei Medici. Continua dunque il processo di avvicinamento tra la posizione della Regione, che ha deciso di assumere di medici laureati e abilitati ma non specializzati, e chi ha manifestato la propria contrarietà a questo provvedimento, come le università di Verona e Padova e gli ordini professionali.
Al tavolo, questa mattina, erano seduti l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, affiancata dal direttore generale regionale Domenico Mantoan, di fronte ai presidenti delle scuole di medicina delle università di Padova e Verona, e i rappresentanti della federazione regionale degli Ordini dei medici.

Il problema che con le sue assunzioni la Regione Veneto vuole risolvere è quello della carenza di professionisti negli ospedali e, durante l'incontro di oggi, tutte i partecipanti hanno concordato sulla necessità di aumentare le borse di specialità, fino a portarle in numero pari ai laureati. Una decisione che però spetta al Governo centrale.
Per il resto, Regione, Università e Ordini professionali hanno istituito un Tavolo, che si riunirà già la settimana prossima e al termine del quale potrebbe scaturire una soluzione definitiva al problema.

Siamo al lavoro su vari punti, tutti qualificanti - ha commentato Zaia - Tutti con lo stesso obiettivo: dare ai pazienti tutta l'assistenza di cui hanno bisogno e risolvere una crisi che viene da lontano e che ha cause e colpevoli esclusivamente a livello nazionale.

«Al Tavolo - ha proseguito l'assessore Lanzarin - verranno valutati i numeri delle necessità della Regione, e le università porteranno una quantificazione della possibilità di mettere a disposizione loro specializzandi per partecipare al raggiungimento dei posti necessari da coprire, anticipando l'anno di rotazione all'esterno delle sedi istituzionali di quelli che già stanno ruotando sulla rete formativa delle due Scuole di Medicina. Si è anche concordata la riattivazione, da parte della Regione, dell'Osservatorio per la Formazione Specialistica, mentre a breve si riunirà il Comitato Scientifico della Scuola di Sanità Pubblica, alla quale sarà affidata la parte teorica della formazione dei medici non specializzati, secondo le delibere della Regione. Su questo aspetto abbiamo concordato sulla possibilità di apportare eventuali modifiche che emergessero come opportune da parte del Comitato scientifico».

Regione, università ed ordini professionali si incontreranno di nuovo lunedì prossimo, 9 settembre. Nel frattempo i presidenti delle Scuole di Medicina e Chirurgia delle Università di Padova e Verona hanno ribadito la volontà di collaborare con la Regione, proponendo soluzioni operative capaci di risolvere le carenze straordinarie.

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