Chiude con ben 70mila visitatori il Job&Orienta a Verona

«Job&Orienta si conferma l'appuntamento nazionale di riferimento dove fare sintesi tra mondo della scuola e del lavoro», ha detto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere

Il presidente di Veronafiere Maurizio Danese e l'assessore regionale all'Istruzione in Veneto Elena Donazzan

Chiude con oltre 70mila visitatori registrati la 29esima edizione di Job&Orienta salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, che ha visto 500 realtà presenti nella rassegna espositiva, 200 appuntamenti culturali in calendario e 300 relatori coinvolti.

Promosso da VeronaFiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Job&Orienta si conferma ancora una volta un’occasione unica di aggiornamento e confronto per operatori, giovani e famiglie, anche grazie ai numerosi ospiti intervenuti e alle tante esperienze che raccontano quanto di eccellente c’è nel sistema dell’istruzione e formazione del nostro Paese come nel mondo economico produttivo.

Titolo di quest’anno #illavorochevorrei: orientamento, innovazione, crescita sostenibile, che ha fatto da filo conduttore alle tre giornate veronesi sottolineando il dibattito più attuale sulle competenze da formare più utili e strategiche sia per i giovani che per le imprese: per garantire migliori chance di occupazione ai primi e, al contempo, maggiore competitività alle aziende, come anche l’Europa sta indicando da tempo.

Al centro della tre giorni: le migliori storie dell’alternanza scuola lavoro (oggi “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”), che si è rivelata negli ultimi anni la via maestra per l’orientamento, oltre che uno strumento utile agli studenti per “provare” il lavoro; i numeri vincenti degli Its (Istituti tecnici superiori), percorsi di formazione terziaria che garantiscono ai giovani, a un anno dal diploma, un tasso di occupazione dell’80%; e ancora i temi nella moda e nel made in Italy con il “Mastertech”, che per il secondo anno qui a JOB ha riunito tutti gli attori della filiera (formazione e produzione), le competenze green e digitali, strumenti oggi fondamentali per i lavori del futuro.

Tra gli interventi istituzionali nazionali di spicco Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Anna Ascani viceministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Giuseppe De Cristofaro sottosegretario di Stato del Miur.

«Con oltre 70mila presenze in tre giorni, tra studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni e delle imprese – sottolinea Maurizio Danese, presidente di Veronafiere Spa -, Job&Orienta si conferma l'appuntamento nazionale di riferimento dove fare sintesi tra mondo della scuola e del lavoro. Per Veronafiere, l'impegno di promuovere da 29 edizioni questo evento insieme ai tanti partner coinvolti, riflette la nostra vocazione di essere strumento di sviluppo per il territorio e il Paese, sia che si parli di prodotti e di economia, che di idee, valori e cultura».

Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, la Formazione, il Lavoro e Pari opportunità della Regione del Veneto, facendo un bilancio della manifestazione commenta: «I numeri dei partecipanti, provenienti da tutta Italia, testimoniano come JOB&Orienta sia la grande “agorà” per le politiche italiane dell’istruzione, della formazione e del lavoro, un evento che oggi raccoglie notevole interesse anche dagli attori del panorama internazionale».

«Il messaggio chiaro che si alza da Job&Orienta 2019 è che l’orientamento va, e deve andare, nella direzione dell’innovazione e della sostenibilità». Queste le parole di Claudio Gentili, coordinatore del comitato scientifico di Job&Orienta, che continua - «Un orientamento che passa dall’alternanza scuola lavoro, perché in Italia le scuole la fanno ancora e la fanno bene, e a Verona ha trovato conferma del suo valore. E passa anche da una scuola capace di innovazione, a partire dalla didattica digitale, e attenta alla crescita sostenibile, intesa non solo come ambientale ma anche come sociale ed economica».

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