A Verona il Congresso mondiale delle famiglie tra polemiche e una contromanifestazione

Si terrà dal 29 al 31 marzo in Gran Guardia "The World Congress of Families", ma non mancano le critiche all'evento, mentre i promotori si difendono: «Durante la kermesse si parlerà della bellezza del matrimonio, dei diritti dei bambini, di ecologia umana integrale»

La locandina del XIII Congresso mondiale delle famiglie - fonte Facebook

«Davanti alle definizioni di omofobi, medioevali e trogloditi noi rispondiamo: "C'è qualcosa di più dolce e bello della famiglia?"». Con queste parole rispondono alle numerose critiche ricevute i promotori del XIII Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 marzo in Gran Guardia. Qualcuno, a sua volta, potrebbe replicare innocentemente che «sì, esistono cose più belle della famiglia», oppure far notare che «famiglia» si dice in molti modi, storicamente si tratta di una "cosa" che ha una sua evoluzione: la famiglia della Grecia antica non è quella di Jean-Jacques Rousseau, giusto per dire una banalità.

Lo stesso concetto, tanto impiegato quanto poco spiegato, di «famiglia naturale», dietro l'apparente semplicità (uomo+donna ---> figlio = famiglia naturale) cela in realtà una congerie notevole di controversie giuridiche che meriterebbero un'attenta analisi. Senza affrontare direttamente l'argomento, va però notato come l'assunto in base al quale «naturale» sarebbe la famiglia composta da «uomo e donna», in quanto in grado di «procreare», implichi un'illegittima subordinazione di tutta la sfera degli affetti umani alla logica dei fini, alla riproduzione per l'appunto, ma si riveli, oltre che semplicistica e riduttiva, anche piuttosto miope proprio perché insufficiente a reggere la complessità delle dinamiche relazionali umane.

Davvero non vi può essere "famiglia" là dove non si dà "riproduzione"? Una coppia, sia pure uomo-donna, che scelga di adottare un bambino, non procreando, non è "famiglia" nel senso più pieno del termine? O ancora, che ne è della sterilità, maschile o femminile che sia, è da considerarsi un fatto "innaturale" perché impedisce il realizzarsi dei fini della "famiglia naturale"? E cosa ne facciamo di tutte le pratiche mediche che la scienza mette a disposizione di chi non può avere figli se non attraverso un supporto "artificiale"? A procreazione avvenuta, tale "famiglia", magari anche composta da «un uomo e una donna», sarà da considerarsi "naturale", oppure resta comunque "artificiale"? Una coppia di sposi, moglie e marito, che scelga liberamente di non avere figli, è da considerarsi "innaturale", la loro non sarebbe comunque una "famiglia"? Domande, un po' alla rinfusa lo ammettiamo, con il solo intento di mostrare che l'omosessualità, alla quale troppo spesso si limitano le discussioni sull'argomento, non è l'unico caso a far problema se si sceglie di attenersi alla teleologia surrettizia della cosiddetta «famiglia naturale».

In attesa che The World Congress of Families a Verona affronti magari anche questi temi, ciò che non manca attualmente sono le polemiche. Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del prossimo Congresso mondiale delle Famiglie, hanno esplicitamente parlato di «campagna di intimidazione mediatica orchestrata a danno di alcuni speaker che interverranno all’evento». Non solo, ma hanno anche annunciato «azioni legali nei confronti di quanti infangheranno il Congresso di Verona e i suoi partecipanti», spiegando ancora una volta che «le tematiche principali affrontate durante la kermesse saranno la bellezza del matrimonio, i diritti dei bambini, l'ecologia umana integrale, la donna nella storia e la sua salute e dignità, la crescita e crisi demografica, la tutela giuridica della Vita e della Famiglia, le politiche aziendali familiari e la natalità».

Al congresso in Gran Guardia sono stati annunciati partecipare, oltre al sindaco Federico Sboarina, anche l'ex vicesindaco scaligero ed attuale ministro della Famiglia, il veronese Lorenzo Fontana, ed ancora il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Proprio al governo giallo-verde si rivolge in una nota Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci nazionale che insieme ad altre associazioni tra le quali Arcigay, Agedo, Certi diritti, Mario Mieli, Famiglie arcobaleno e insieme all’organizzazione mondiale per l’uguaglianza "All out’", si sono mobilitati in una contromanifestazione nei giorni del Congresso mondiale delle famiglie:

«Il governo non può sostenere in alcun modo il Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona a fine mese. - spiega Francesca Chiavacci - Saranno invitati a parlare noti antiabortisti, chi vorrebbe relegare le donne in ruoli sociali superati da decenni, chi teorizza la cura per i gay. È un evento che alimenta solo odio e discriminazione. Insieme a tante altre organizzazioni - continua la presidente dell’Arci nazionale - ci siamo uniti per essere presenti a Verona e contrastare teorie violente e discriminatorie».

Nella giornata di sabato 30 marzo, in concomitanza con l'evento che si svolgerà nel palazzo della Gran Guardia, è infatti in programma anche la manifestazione "Indietro, march! - la grande marcia per la famiglia ha sbagliato direzione", i cui promotori spiegano:

«La grande marcia per la famiglia, promossa dal World Congress of Families e partecipata da esponenti del governo, - si legge nella nota di Indietro, March! - ha sbagliato direzione. Riportiamoli sulla strada giusta: il 30 marzo tutte e tutti a Verona per promuovere diritti e libertà di scelta sul proprio corpo, orientamento sessuale e sfera affettiva».

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