Damiano Tommasi lascia la presidenza dell'Associazione italiana calciatori

Il saluto dell'ex centrocampista veronese è contenuto in una lettera da lui firmata

Damiano Tommasi (Foto di repertorio)

Oggi, 29 giugno, si è riunito il consiglio direttivo dell'Associazione italiana calciatori (Aic) e durante l'incontro si è dimesso dalla presidenza l'ex calciatore veronese Damiano Tommasi. Fino all'elezione del suo successore, la carica lasciata da Tommasi sarà ricoperta dal suo vice, l'avvocato Umberto Calcagno.

Il consiglio direttivo ha rivolto a Tommasi i più sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni sottolineando l'impegno, la serietà e la dedizione con i quali ha rappresentato la categoria dei calciatori e delle calciatrici. E, da parte sua, Tommasi ha scritto una lettera agli associati.

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Ciao a tutti, con queste righe vi voglio idealmente abbracciare e ringraziare - si legge nel messaggio di commiato firmato da Damiano Tommasi - Oggi con le dimissioni dalla carica di consigliere e presidente dell'Aic si chiude per me un percorso iniziato con l'ingresso nel consiglio direttivo nel lontano 1999. Non è stato per nulla semplice nel 2011 prendere il testimone da Sergio Campana, dopo 43 anni di storia, con il rischio di rovinare il lavoro svolto fino a quel giorno. I momenti complicati sono stati tanti e ne siamo usciti con l'unione e il gioco di squadra. Tra i più complicati il calcio scommesse nel 2011, lo sciopero della Serie A all'inizio della stagione 2011/2012, la tragedia in campo di Piermario Morosini ad aprile 2012, la riforma della Lega Pro con la proclamazione dello sciopero, le ripetute elezioni federali, lo sciopero della Serie A femminile revocato all'ultimo nel 2015, la mancata qualificazione mondiale per i ragazzi del 2018, la mia candidatura federale e i mesi di quarantena che ancora ci stanno mettendo sotto pressione. La squadra ha dovuto fare fronte comune e stringere le fila. Oggi è proprio l'unione che serve ed è per questo che ritengo utile per Aic, ma soprattutto per calciatrici e calciatori, lasciare gli incarichi di consigliere e di presidente. Quando accettai di candidarmi chiesi che fosse cambiato lo statuto con l'inserimento del limite ai mandati per il presidente (al massimo tre di 4 anni anche non consecutivi). Avere un limite è condizione essenziale per motivare e spingere a fare. Così è stato per me e sono contento di aver accelerato su tante iniziative. Questo mio ultimo mandato sarebbe dovuto terminare con le elezioni dello scorso 27 aprile. Purtroppo anche quelle sono finite in quarantena e abbiamo dovuto posticiparle. Come già detto, però, la nostra associazione ha bisogno di unione e voce univoca. Nell'ultimo periodo non è stato sempre così e per questo è bene che non ci siano divergenze all'interno della cabina di comando in vista dei prossimi appuntamenti. Alcune mie idee e dichiarazioni, alcune riflessioni e iniziative sono state, negli ultimi mesi, troppo spesso motivo di discussione e contrapposizioni interne. L'Aic non se lo può permettere in questo momento. Nel prossimo futuro si dovranno mettere al centro calciatrici e calciatori senza lasciarsi distrarre troppo da Aic e dalle sue dinamiche. Sembra contraddittorio ma è una differenza tanto sottile quanto fondamentale. Pensare troppo ad Aic rischia di far perdere unione, forza e indipendenza. Per qualcuno suonano come parole vuote ma sono valori vitali da difendere e lo si riesce a fare solo attraverso la partecipazione e il coinvolgimento verso posizioni unitarie di calciatrici e calciatori. Questo cambio al novantesimo, quindi, va visto nell'ottica di voler togliere qualsiasi elemento di disturbo nella quotidianità dell'associazione. È questa, però, anche l'occasione, come detto all'inizio, per un saluto e un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno permesso di avere un'associazione forte e soprattutto indipendente e a voi che, insieme a quanti hanno vissuto l'Aic negli ultimi 9 anni, mi hanno aiutato nel delicato ruolo di Presidente a difenderla e a mantenerla "delle calciatrici e dei calciatori". Nel bilancio di un percorso le cose positive sono esageratamente di più dei passi falsi e di questo mi sento soddisfatto e in debito con tutti quelli che hanno permesso di raggiungere determinati obiettivi. Sarebbero pagine da riempire che non ho qui modo e tempo di fare, ci sarà occasione per farlo. Per ora, quindi, grazie grazie grazie... dell'attenzione, dell'appoggio, delle critiche e dei consigli.

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