Adrian, Celentano canta ma Manara si sfila: «Miei disegni, non l'animazione»

Nella terza puntata, il Molleggiato si concede un po' di più ai suoi fan, esibendosi sul palco del Camploy. Ma sulla serie animata, Manara precisa: «Non mi sono occupato in nessuna fase della produzione»

Adriano Celentano sul palco del Camploy per Adrian (Fermo immagine video Canale 5)

Dopo una prima puntata da sei milioni di spettatori e il crollo di ascolti nella seconda, Adriano Celentato si è confessato, ieri 28 gennaio, nel terzo appuntamento televisivo di Adrian, in diretta su Canale 5 dal Teatro Camploy di Verona. Il Molleggiato si è confessato al religioso in scena impersonato da Nino Frassica dicendo di aver voluto sabotare il suo stesso spettacolo e di aver voluto abbassare l'audience fino a rimanere con un solo telespettatore, l'unico a cui non interessa se Celentano canta o balla. Frassica lo ha perdonato, ma come penitenza gli ha chiesto un po' di rock e così Adriano Celentano ha soddisfatto i suoi fan cantando "Pregherò" e un pezzo rock and roll. 

Celentano ha cantato ed è questa la novità di rilievo della terza puntata di Adrian, anche se lo spettacolo ha avuto anche altri momenti topici, come l'intervento satirico di Balasso, l'annunciato tocco ambientalista dato da Daniele Zovi, ma soprattutto il toccante monologo di Ilenia Pastorelli contro la violenza sulle donne.

Finito lo spettacolo teatrale, è cominciata la terza parte della serie animata Adrian, anticipata nel pomeriggio di ieri da una precisazione a sorpresa del disegnatore Milo Manara. Sul suo profilo Facebook, l'artista ha condiviso una nota ufficiale in cui specifica: «Nel lontano 2009, accettai di partecipare al progetto della serie animata, con lo specifico ruolo di character design. Per quell'incarico ho realizzato, quindi, una serie di studi di personaggi, di sfondi e di ambientazioni insieme ad alcuni storyboard delle principali scene della serie. Come sanno tutti quelli che si occupano di cinema di animazione, questi disegni sarebbero dovuti essere utilizzati come riferimento per la realizzazione delle animazioni vere e proprie. Una volta consegnati i disegni, dunque, non mi sono assolutamente occupato, in nessuna fase della lunga e travagliata produzione, della realizzazione delle animazioni, essendo io un disegnatore e non un animatore. Mi rendo conto che il fatto che alcuni disegni dei miei storyboard siano stati inseriti anche nell'animazione finale, nonostante non fossero stati realizzati per questo scopo, abbia creato ulteriore confusione. Purtroppo la decisione di utilizzarli non è stata mia, e a suo tempo non ho potuto che far presente la mia forte perplessità in merito».

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