Senzatetto morto a Porta Vescovo, striscione: «Amministrazione assassina»

È stato appeso nella zona in cui è avvenuto il decesso. Collettivo Suburban e Azione Antifascista Verona: «Responsabili quelle amministrazioni che per combattere la povertà fanno guerra ai poveri»

(Foto Facebook - Suburban)

Più che delle polemiche, ieri, 4 gennaio, è stata la giornata del ricordo di Kofi Boateng, il senzatetto morto di freddo nei giardinetti di Porta Vescovo a Verona. Molto partecipata, infatti, è stata la fiaccolata organizzata dalla Ronda della Carità, associazione che si prende cura di chi vive per strada e che ha proposto una moratoria per evitare gli allontamenti dai luoghi pubblici di chi non ha una casa, almeno nei giorni in cui il freddo potrebbe provocare decessi per assideramento.

Punto di ritrovo per la fiaccolata di ieri è stata la panchina su cui Kofi Boateng è morto, in zona Porta Vescovo. Zona in cui ha avuto poi luogo un'altra azione politica di diverso tipo. È stato appeso uno striscione con la scritta: «Di freddo si muore ancora. Questi sono i vostri "quartieri sicuri". Amministrazione assassina». Le due iniziative hanno come unico punto di contatto la morte di Kofi Boateng, diversi però sono i toni utilizzati. E lo striscione ha il chiaro intento di attaccare l'attuale amministrazione comunale veronese.

La foto dello striscione appeso è stata pubblicata oggi, 5 gennaio, sulla pagina Facebook Suburban, collettivo antifascista veronese.

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Nella Verona roccaforte e laboratorio delle politiche di destra su sicurezza e decoro, si muore ancora di freddo - si legge nel comunicato sottoscritto da Suburban e da Azione Antifascista Verona - Kofi Boateng, senzatetto di 39 anni, è morto la scorsa settimana in una panchina a Porta Vescovo. Nel 2020 non si può morire di freddo. Crediamo ci siano delle responsabilità nella sua morte. La successione di amministrazioni, da trent'anni, si presenta come avanguardia per mozioni e ordinanze contro i barboni, tese alla repressione, allo sgombero, e all'allontanamento di poveri, clochard, senzatetto e qualsiasi soggettività che potrebbe presentare danno al cosiddetto decoro e all'indotto economico-turistico della città. Questo processo è lo stesso che sta trasformando i quartieri del centro in quartieri di lusso, limitando l'accessibilità alle fasce sociali più povere. La "caccia alle streghe" nel quartiere di Veronetta ai migranti, che si aggiunge ai problemi di disagio sociale, fa parte di una manovra politica, che favorisce un clima di lavoro elettorale, costante delle destre, che avvelena da anni questa città e che, nell'era dei sovranisti è ormai dilagante non solo a Verona. La percezione di solitudine corre pari passo alla crescita del clima d'odio che si cova a Verona, e questa solitudine uccide. Se Kofi è morto c'è una responsabilità ed è nelle mani di chi prende i voti parlando di chiudere i porti e respingere i barconi, e nelle mani di chi sgombera i senzatetto, nelle mani di chi multa chi fa l'elemosina e nello stesso tempo organizza ronde razziste per puttagliare le strade. È nelle mani di chi amministra la città da anni. Delle amministrazioni che per combattere il problema della povertà e delle situazioni di disagio sociale, hanno scelto sempre la strada piu facile, quella della guerra ai poveri.

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