Garda, Cresco: «Decisioni che riguardano il lago siano discusse coi sindaci»

Il presidente di Ags, insieme ai primi cittadini della sponda veronese del lago, si è incontrato con Luigi Mille, direttore della Agenzia Interregionale per il fiume Po

Angelo Cresco, presidente di Ags

È inaccettabile che il Lago di Garda sia ridotto a bacino artificiale al servizio di una sola parte. Ogni decisione che riguarda il nostro lago deve essere discussa e affrontata con i sindaci dei comuni del Lago.

Sono stati questi i concetti più importanti che il presidente di Azienda Gardesana Servizi (Ags) Angelo Cresco ha espresso a Luigi Mille, direttore della Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo). I due si sono incontrati ieri, 10 maggio, in una riunione a cui hanno partecipato anche i sindaci della sponda veronese del Garda (gli unici assenti giustificati erano i sindaci di Torri del Benaco, Bardolino e Costermano).
Dopo la recente ondata di maltempo che ha colpito il Garda e non solo, si è discusso sulla gestione dei livelli del lago, ma anche le forti piogge dell'autunno scorso hanno reso necessaria l'apertura della galleria Mori-Torbole per scaricare sul Garda l'acqua dell'Adige in piena. Senza dimenticare poi la diga di Ponti sul Mincio. Tutte questioni su cui i sindaci dei comuni benacensi vogliono avere voce in capitolo. «Abbiamo riaffermato fermamente e duramente - ha commentato Cresco - il pensiero delle comunità gardesane, degli operatori turistici e dei cittadini in difesa della nostra economia, delle nostre spiagge e delle nostre strutture. Sono certo che l'ingegner Mille si farà portavoce di tutte queste istanze anche perché gli abbiamo illustrato la nostra road map per realizzare, unitamente alla Comunità del Garda, ai Comuni bresciani e trentini, il contratto di lago che andremo a discutere e approfondire anche il 17 maggio a palazzo Balbi, in un incontro con l'assessore regionale Giuseppe Pan».

L'esito dell'incontro di ieri si può comunque definire positivo, dato che è stata espressa anche la disponibilità ad investire 650mila euro per realizzare uno nuovo studio idrologico del lago del Garda. «Il nuovo assetto idrologico del lago non può non tener conto di elementi come l'aumento della temperatura delle acque - ha concluso Cresco - In più, non si può dimenticare che, fino a quando non sarà costruito un nuovo collettore, superando il livello di 120 cm sullo zero idrometrico, le tubature di cemento imbarcano acque parassite e agevolano la fuoriuscita di reflui, fatto inaccettabile per un lago che è anche bacino di acqua potabile».

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