Fondazione Arena, dirigenti sfiduciati dai lavoratori. «Non sono all'altezza»

I dipendenti, in un'assemblea, hanno deciso di organizzare anche tre giornate di sciopero. «Non è questa la direzione che l'Arena di Verona merita»

Non è questa la direzione che l'Arena di Verona merita.

I lavoratori di Fondazione Arena sfiduciano i vertici dell'ente lirico. Lo hanno fatto sabato scorso, 1 dicembre, riprendendo a lavorare dopo due mesi di sospensione senza stipendio. Due mesi che si aggiungono a quattro dei due anni scorsi, per un totale di sei mensilità sacrificate dai dipendenti sull'altare della sistemazione del bilancio.
La sfiducia è stata votata dai lavoratori durante un'assemblea generale a cui hanno partecipato anche i lavoratori aggiunti, i quali hanno testimoniato di aver subito negli ultimi giorni l'improvvisa cancellazione dei loro contratti.

L'assemblea dei lavoratori «ha riconfermato i gravi segnali di inadeguatezza, inaffidabilità e inconsistenza già denunciati quest'estate - hanno fatto sapere i sindacati - e ha deliberato tra le varie iniziative di lotta, oltre alla continuazione dell'assemblea permanente iniziata ad ottobre, tre giornate di sciopero». Scioperi che si pongono in continuità con quelli organizzati durante il Festival Arena 2018.

Le garanzie richeste allora a gran voce non solo non sono state fornite, ma anzi vi sono stati opposti elementi contrari e destrutturanti, primi tra tutti la volontà di non programmare attività artistica triennale, ma nemmeno su 12 mesi, in un teatro come la Fondazione Arena di Verona che è stabile e l'assenza di presa di responsabilità per bandire i concorsi per la copertura dei posti vacanti - proseguono le organizzazioni che rappresentano i lavoratori - La mancanza di queste garanzie irrinunciabili e l'inosservanza delle norme di legge sono di valenza gravissima perché si innestano nella scelta gestionale di affidamento del cosiddetto "piano di sviluppo".
Con la minaccia di recupero a tutti i lavoratori di parti salariali pregresse, l'assunzione dell'ennesimo dirigente inutile e la decisione datoriale di bloccare i contratti a termine, i lavoratori hanno deciso che la misura è colma e che la squadra dirigenziale non è all’altezza del mandato istituzionale ricevuto. Non è in grado di portare la Fondazione Arena verso il rilancio con la dovuta progettualità ed anzi espone il teatro ad un continuo rischio di paralisi per la sua ormai conclamata incapacità a risolvere qualsiasi tematica organizzativa e gestionale.

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Commenti (1)

  • Chi non gà el pan e chi non gà i denti la solita storia!!

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