Il Presidente Mattarella inaugura l'anno accademico: «Cultura è spirito critico»

In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico parla il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sulle migrazioni dice: «È un fenomeno strutturale, non emergenziale. Una sfida per l'Europa intera che ci coinvolge tutti e richiama alla responsabilità»

 

«Sono davvero lieto di essere per la seconda volta in questa veste a Verona, - ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento all'ateneo scaligero - la prima era al Vinitaly, oggi per l'inaugurazione dell'anno accademico della vostra università. Un ateneo che in poco tempo si è affermato come un punto di riferimento nel panorama italiano. Vorrei ringraziare molto il Magnifico Rettore, sottolineando il suo appello a "far uscire fuori dall'università la cultura", anche, perché no, nelle osterie, contribuendo a diffondere la cultura ovunque».

La cultura e lo spirito critico

«La cultura produce spirito critico,- ha poi aggiunto il Presidente della Repubblica - e uno studio senza spirito critico non potrebbe produrre cultura. La differenza tra cultura ed erudizione è essenziale. La cultura aperta, capace di trasmettere conoscenze e spirito critico è elemento fondamentale per una società. Lo spirito critico suggerisce un atteggiamento di partecipazione nella vita della società cui si appartiene e questo è un elemento fondamentale per tutte le democrazie. Tutti siamo coinvolti nella vita comune e nella vita istituzionale». 

presidente della repubblica sergio mattarella università 2018

Il presidente della Repubblica durante il suo intervento presso l'Università di Verona

Le migrazioni «fenomeno strutturale»

Il Presidente Mattarella si è quindi infine soffermato sul tema dei flussi migratori: «Il fenomeno delle migrazioni non è di carattere emergenziale, bensì strutturale, una sfida che ci coinvolge tutti e richiama alla responsabilità. L'Italia è stata sovente lasciata sola, per questo governi di diversa connotazione politica hanno richiesto all'Europa che non siano soltanto alcuni Paesi, ma tutti quanti ad occuparsi della gestione del fenomeno. Anche per questo, - ha quindi concluso il Presidente della Repubblica - ogni sede, ogni occasione, ogni documento che richiami alla responsabilità condivisa dell'intera comunità internazionale, è prezioso». 

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