Sboarina, appello al Governo: "Sbloccare fondi comunali per sistemare i ponti"

"Se potessimo spendere i soldi che abbiamo in cassa, si potrebbe fare una programmazione", ha detto il primo cittadino di Verona, riferendosi alle risorse attualmente rese inutilizzabili dal Patto di Stabilità

La sicurezza di strade e viadotti è diventata una priorità nazionale, con un’attenzione inevitabile dopo i fatti di Genova. Come tutti gli altri Comuni, anche noi abbiamo ricontrollato i nostri ponti, verifiche che hanno confermato quanto già sapevamo e cioè che la situazione veronese non è fortunatamente critica e avevamo già avviato l’iter per la progettazione della ristrutturazione di ponte Nuovo. Ma è evidente che se potessimo spendere i soldi che abbiamo in cassa, si potrebbe fare una programmazione. Una situazione comune a tutti i sindaci, basti pensare che a Benevento si è arrivati addirittura a chiudere preventivamente un ponte.

È il primo cittadino di Verona, Federico Sboarina, a lanciare un appello all'attuale Governo, per poter attingere ad una parte delle risorse comunali bloccate dal Patto di Stabilità ed utilizzarle per le infrastrutture scaligere. 

Hanno ragione i cittadini a non capire come mai non si facciano i lavori pur avendone le risorse. Agli enti virtuosi come il nostro dovrebbe essere concesso di stralciare fondi per le opere necessarie dal Patto di Stabilità che li ingessa.

Ecco perché chiederò al ministro Salvini di allargare il Pacchetto Sicurezza, che gli abbiamo presentato lo scorso 24 luglio a Roma insieme con l’assessore alla Sicurezza Daniele Polato, e includere anche un decreto ‘Salva ponti’, alla stessa maniera come venne fatto per le scuole.

Al Governo proporrò che gli interventi, le verifiche e i controlli sulla stabilità di infrastrutture, strade e ponti diventino parte integrante del Pacchetto Sicurezza. Non chiediamo soldi, ma la possibilità di poter usare quelli che già sono nelle nostre disponibilità. La sicurezza dei cittadini è una delle priorità di questa amministrazione con un presidio costante del territorio, ma è necessario garantirla ad ogni livello. La città sicura non è solo quella libera da delinquenti, ma anche quella con infrastrutture modernizzate.

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La proposta veronese di stralciare dal patto di Stabilità il 10% da investire in sicurezza è stato un tema su cui ha concordato il vice premier Salvini e lo ha ribadito nei giorni scorsi ricordandone l’importanza pubblicamente e a mezzo stampa. Per Verona quel 10% significano 13 milioni di euro da poter investire a tutela della nostra comunità. E sicurezza per noi significa sicuramente la possibilità di assumere nuovi agenti della Polizia Municipale e nuove tecnologie, problema tra l’altro appena sollevato anche dal sindaco di Jesolo dopo lo stupro in spiaggia che ha lamentato la scarsa dotazione di vigili rispetto al flusso di gente, ma potremmo anche intervenire su quelle infrastrutture che necessitano di lavori di messa in sicurezza.

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