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Migliaia di sardine nuotano in piazza Isolo a Verona, insieme per una politica di solidarietà e non di odio

Partecipata manifestazione giovedì sera in piazza Isolo, tra discorsi (pochi), canti e qualche domanda in attesa di risposte

 

Non saranno state un "mare" di sardine come in altre città italiane, ma quelle di ieri riunitesi in piazza Isolo a Verona erano certamente un bel "banco" di sardine. Metafore ittiche a parte, c'è oggi chi rivendica numeri ad onor del vero un po' inverosimili, affermando che la manifestazione scaligera avrebbe radunato addirittura 8mila persone. Oggettivamente già la metà sarebbe probabilmente un arrotondamento per eccesso, ma quel che è certo è che una gioiosa, pacifica e solidale risposta alla chiamata in piazza, la città di Verona ha saputo fornirla.

Tanti i giovani presenti ieri sera, ma anche persone di età più avanzata hanno gremito la piazza, sventolando cartelli a forma di sardine, intonando cori e cercando un nuovo modo di stare insieme. Nuovo rispetto alle modalità che oggi parrebbero prevalere, anzitutto in quel mondo virtuale i cui effetti politici non cessano di essere reali che è costituito dai cosiddetti "social network". La "rete sociale" ci ha resi tutti un po' più soli e poveri, timorosi dell'altro, inclini all'odio pregiudiziale, bisognosi d'identità granitiche ed incapaci di apprezzare la ricchezza della diversità. Questo sembra voler dire il banco di sardine che, ieri sera, dalla piazza di Facebook ha scelto di trasferirsi in un luogo di pubblico incontro, dove i corpi e i volti hanno potuto incrociarsi fisicamente.

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Cosa chiede, cosa vuole questa piazza? Chi rappresenta, o da chi è rappresentata? Sono domande alle quali è molto difficile rispondere. Le risposte variano probabilmente anche da città a città, ma quel che è evidente è che le sardine sono attualmente impegnate a cercare qualcosa. L'atmosfera che in piazza Isolo si respirava ieri era un misto di stupore e consapevolezza, incapacità di dire esattamente «perché oggi sono qui» e, al contempo, assoluta certezza dell'importanza di essere presenti. Camminando, o meglio intrufolandosi a fatica, tra le persone presenti ieri, si potevano sentire cori quali «siamo tutti antifascisti», seguiti da commenti di persone che li stigmatizzavano dicendo «questo movimento non vuole essere politicizzato».

Lo sfottò alla Lega delle sardine veronesi che intonano il "Va Pensiero": «Canzone degli ebrei oppressi» 

Che si tratti di una piazza dal sapore post-ideologico, questo è oggettivamente innegabile, resta da capire se il movimento delle sardine, a Verona così come altrove, sarà in grado di salvaguardare le idee, magari proponendone di nuove, pur rinunciando alla comodità delle ideologie giudicate dai più vetuste e che parrebbero interessare ormai soltanto i nostalgici. È questa la vera sfida delle sardine? Forse, certamente dipenderà da questo il successo o meno di un movimento che, al di là di tutto, ha senz'altro avuto il merito finora di aprire uno spiraglio in grado di far intravedere che un modo differente di abitare insieme il reale è possibile: un modo fatto di gentilezza e non paura, fatto di curiosità e non disinteresse. Che tutto questo sia anche e soprattutto un affare della "politica" va da sé, che le stesse sardine ne siano tutte consapevoli e trovino qualcuno in grado di esprimere e far convogliare nella cabina elettorale tali sentimenti nascenti, ebbene, questo è decisamente molto meno scontato.

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Manifestazione delle sardine in piazza Isolo a Verona - 28 novembre 2019

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