Il Sacrario militare apre alla città: custodisce le spoglie di 3.915 caduti

Persero la vita nel corso della Prima Guerra Mondiale e ora è possibile rendere loro omaggio all'interno dell'edificio situato nel cimitero monumentale di Verona, ora visitabile ogni secondo fine settimana del mese

Alpini davanti all'entrata del Sacrario militare

Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, a partire dal 14 settembre, il sabato e la domenica dalle 9 alle 18 (le 17 in inverno), il monumento che custodisce le spoglie di 3.915 caduti della Grande Guerra sarà visitabile a chiunque voglia riscoprire questo luogo di memoria e conoscere la storia e le storie legate alla vita e alla morte di migliaia di giovani soldati, non solo veronesi.
L’apertura è resa possibile grazie ad un protocollo d’intesa siglato tra il Commissariato generale per le onoranze ai caduti e l’ANA nazionale.

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«Questo nuovo impegno ci riempie di orgoglio. Il sacrario militare di Verona è un luogo che merita di essere riscoperto. Dagli studenti e dalle scolaresche che studiano questo periodo storico ma non solo. Il nostro obiettivo è far conoscere a tutti il sacrificio dei nostri soldati e commemorarli. Dopo tanti anni, finalmente, iniziamo con l’apertura continuativa del sito: per ora è fissata a due giorni al mese ma a seconda delle richieste valuteremo come e quando implementare l’offerta», spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli presentando l’iniziativa.

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«Ministero della Difesa e Commissariato generale per le onoranze ai caduti, Comune e partecipate, Associazione nazionale alpini hanno operato in sinergia per valorizzare questo luogo sacro e i nostri caduti, per fare memoria e tenere aperto un monumento che altrimenti sarebbe accessibile solo a seguito di specifiche richieste», plaude il tenente colonnello Giuseppe Margoni del Commissariato generale per le onoranze ai caduti. Luoghi di raccoglimento e commemorazione, i cimiteri e sacrari militari in Italia sono circa 1.400, complessivamente 1.700 in tutto il mondo. E si tratta di spazi che ancora oggi, a distanza di decenni, ancora accolgono nuove spoglie che riemergono dai terreni di battaglia. Da inizio anno, solo sull’altopiano di Asiago, a fronte di lavori o anche di semplici escursioni, la terra ha restituito i resti di sei soldati della Grande Guerra. «È nostro compito prenderli in carico, fare rientrare le salme che ancora emergono all’estero, in Russia ma non solo. E dare loro degna sepoltura con gli onori militari», spiega Margoni.

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Gli alpini volontari dell’ANA Verona si alterneranno al Sacrario Militare anche per custodirlo e curarne la manutenzione ordinaria e saranno presenti con materiale informativo durante l'apertura. Il centro studi dell’ANA Verona, presieduto da Giorgio Sartori, è da anni in prima linea nella riscoperta dell’immenso patrimonio storico e umano che il sito rappresenta. Grazie a queste ricerche, «oggi di quei nomi e cognomi incisi sulle lapidi conosciamo anche paternità, luogo e data di nascita, reparto di appartenenza, luogo e data di morte di quei soldati. Il censimento ha certificato come la prima causa di morte non sia stata la battaglia in sé, quanto le epidemie dovute a condizioni di vita estreme. L'87% delle circa 4mila vittime ricordate al Sacrario Militare, sono infatti decedute a causa di malattie nei vari ospedali e ospedaletti da campo allestiti tra città e provincia», ricorda Sartori.

Il sindaco Sboarina e l'ass. Padovani durante la presentazione-2

«Ringrazio gli alpini e ringrazio Agec – ha detto il sindaco di Verona, Federico Sboarina – per aver aperto questo straordinario luogo di memoria della nostra città. Il sacrario non è semplicemente un monumento, ma racchiude al suo interno la nostra storia, la nostra identità e il ricordo di tanti giovani che diedero la vita per la nostra Patria. Verona è profondamente legata ai suoi alpini, è orgogliosa di ciò che hanno fatto e di quello che continuano a fare concretamente ogni giorno nei quartieri della città. Per questo credo che tutti i cittadini siano interessati a conoscere e a mantenere la memoria di questo luogo intriso della nostra storia”.

«L’apertura al pubblico del sacrario militare – ha detto l’assessore Marco Padovani – rappresenta un ulteriore tassello della collaborazione tra l’Amministrazione e gli alpini. La storia di Verona e quella degli alpini sono profondamente intrecciate. Per questo stiamo già lavorando, insieme, alle celebrazioni per i cento anni dalla Fondazione di ANA Verona, anniversario che scadrà l’anno prossimo».

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