Rifiuti da Verona in discarica a Padova: «Siamo al salvataggio in extremis»

Dopo la chiusura dell'impianto di Torretta, la Regione ha dato il via libera al trasporto degli ingombranti nella discarica patavina di Sant'Urbano: «Senza una vera programmazione regionale saremo sempre in emergenza»

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Senza una vera programmazione regionale saremo sempre in emergenza. E magari tra sei mesi anziché a Sant’Urbano dovremo rivolgerci a Sant’Antonio…. 

Ironizza Orietta Salemi, vicecapogruppo del Partito Democratico, sul via libera della Regione al conferimento dei rifiuti ingombranti provenienti da Verona città e Verona Nord nella discarica patavina di Sant'Urbano, dopo la chiusura dell’impianto di Torretta: uno stop fissato per la fine del 2018, salvo poi ricevere una proroga di qualche giorno.

Avevamo lanciato l’allarme a metà novembre, e ora siamo al salvataggio in extremis, che è comunque una soluzione provvisoria. E in estate saremo al punto di partenza. La Regione, in due anni, non ha mai risposto alla richiesta di Torretta sull’ampliamento della discarica, indispensabile per poter ancora accogliere i rifiuti del capoluogo e del bacino Verona Nord, ben 58 Comuni; un atteggiamento attendista per non scontentare nessuno, che è controproducente e finisce per aggravare i problemi. La rimodulazione di Torretta sarebbe una prima soluzione, di certo non l’unica. Nel breve periodo, come piano emergenziale, è necessario rivedere la programmazione degli impianti esistenti, mentre a medio termine è indispensabile individuare nuove soluzioni tecnologiche. Entrambe, però, chiamano in causa la Giunta Zaia, che su questo tema è tiepida, se non latitante. Sulla riorganizzazione impiantistica si è timidamente mossa a inizio legislatura, fuori tempo massimo, sotto la spinta di una procedura di infrazione avviata dall’Europa. Oggi non vorremmo attendere di essere sommersi dai rifiuti per avere, finalmente, una risposta coraggiosa e definitiva.

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