Anziani veronesi in aiuto di non autosufficienti, Regione finanzia progetto

È un progetto di "affido" pensato dall'Ulss 9 scaligera in collaborazione con 24 comuni scaligeri e finanziato nell'ambito del bando regionale a favore dell'invecchiamento attivo

(Foto generica di repertorio)

Due milioni di euro per 84 progetti (su 104 presentati), con il coinvolgimento diretto di 37 comuni, 33 enti del terzo settore tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, 14 Ipab, 2 aziende sanitarie e l'università di Padova. Sono gli esiti del primo bando regionale per la promozione dell'invecchiamento attivo in Veneto. «Questo è il primo bando promosso con il piano triennale per l'invecchiamento attivo - ha spiegato l'assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin - Il numero e la consistenza dei progetti, nonché la rete dei soggetti coinvolti, confermano la validità dell'intuizione di raddoppiare le risorse a bilancio e di investire nelle energie e nei talenti dei più giovani tra gli anziani per creare benessere generazionale e valore sociale. In questo modo vogliamo attivare relazioni di appartenenza e dinamiche di solidarietà, non solo a beneficio delle generazioni con i capelli d'argento, ma anche dei più giovani e quindi dell'intera società».

Nonni vigile all'uscita delle scuole o nei parchi, neo-pensionati che metteranno a disposizione di coetanei o dei più giovani le loro competenze informatiche o professionali, sportivi che non appenderanno le scarpette o la bici al chiodo e diventeranno animatori di gruppi di nordic walking o di cicloturismo a beneficio dei loro coetanei, persone della terza età che si faranno carico di un anziano disabile o non più autosufficiente. Queste alcune delle tipologie tra gli 84 progetti approvati e finanziati dalla Regione Veneto, dopo una impegnativa selezione che ha messo al lavoro una commissione composta di nove esperti.

Tra i progetti finanziati in provincia di Verona, c'è ad esempio quello dell'Ulss 9 scaligera, che in collaborazione con 24 comuni veronesi e con associazioni del terzo settore, promuove un progetto di "affido": trenta anziani tra i 65 e i 75 anni si prenderanno carico di altrettanti vicini di casa non più autosufficienti, affiancando gli operatori dell'Ulss nelle cure domiciliari. Il progetto sperimentale vale oltre 34mila euro e l'Ulss lo sostiene mettendo a disposizione operatori qualificati.

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