Recupero dell'ex Arsenale, conclusa l'indagine sismica di edifici e coperture

«Era un passaggio fondamentale per accertare se gli edifici rispondono alle norme tecniche vigenti e procedere con i lavori o gli adeguamenti necessari. Ora abbiamo tutte le informazioni necessarie per il recupero dell’intero compendio»

L'ex Arsenale di Verona - Immagine di repertorio

Sotto la lente d’ingrandimento, centimetro per centimetro. È terminata l’indagine sismica di tutti gli edifici e delle coperture dell’ex Arsenale. Test, carotaggi e analisi chimiche su murature in pietra e in cemento armato, ma anche elementi in ferro e in legno. Uno studio complesso mai fatto prima, fanno sapere da Palazzo Barbieri, i cui risultati erano necessari per chiudere la progettazione per il rifacimento dei tetti, prima fase di recupero del compendio militare.
Ed infatti, comunica l'amministrazione, sarebbe già pronto il progetto definitivo per il primo lotto di restauro conservativo dell’ex Arsenale, riguardante le coperture e il consolidamento statico. Ora tutta la documentazione passerà alla Soprintendenza per i pareri necessari alla prosecuzione dell’iter. Dopodiché, ad inizio 2020, potrà essere consegnato il progetto esecutivo, per poi dare il via alla gara d’appalto dei lavori.

Dalle analisi fatte, i tecnici hanno sottolineato la necessità di rinforzare le orditure principali, ancora in buono stato di conservazione, e di sostituire gli elementi in legno risultati ammalorati con strutture analoghe. Verranno pertanto realizzati sistemi di controvento e irrigidimento per migliorare i punti di appoggio delle nuove coperture, così come nuovi cordoli di innesto, provvedendo anche all’isolamento sia termico che acustico. In alcuni punti sarà necessario intervenire sulle strutture murarie e rivedere il sistema di raccolta delle acque meteoriche.

Nel corso delle ultime settimane, la Politecnica di Modena, ditta che ha vinto la gara per il rifacimento dei tetti, ha fatto esaminare la composizione ma soprattutto la tenuta delle palazzine dell’ex Arsenale. Sono state condotte ben 40 prove sulle parti lapidee, 3 analisi chimiche su quelle metalliche, 65 rilievi sulle murature e 32 sulle volte. Ma anche 12 carotaggi, 24 tra prelievi e test sulle parti in cemento armato. Così come esami visivi e strumentali di tutti gli elementi lignei delle coperture ancora esistenti.

A fare il punto della situazione, mercoledì mattina in sala Arazzi, gli assessori alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala e ai Lavori pubblici Luca Zanotto, assieme al nuovo dirigente responsabile del progetto di recupero dell’Arsenale Franco Volterra. Era presente anche la presidente della commissione Arsenale Paola Bressan.

«Uno studio così complesso e accurato non era mai stato effettuato prima – ha detto Segala -. Era un passaggio fondamentale per accertare se gli edifici rispondono alle norme tecniche vigenti e procedere con i lavori o gli adeguamenti necessari. Ora abbiamo tutte le informazioni necessarie per il recupero dell’intero compendio, che partirà proprio dalle coperture. Essendo un complesso monumentale non ci saranno interventi particolarmente invasivi e lo stesso progetto sarà sottoposto al vaglio dalla Soprintendenza, che si esprimerà in merito».

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«Si tratta di valutazioni importanti anche in vista della gara europea per la progettazione definitiva ed esecutiva dei 7 lotti dell’intero compendio – ha detto Zanotto -. Gli uffici dell’Edilizia monumentale sono al lavoro affinchè venga rispettato il cronoprogramma. Come abbiamo già sottolineato, avere un unico progettista e direttore lavori sarà una garanzia per un recupero di natura conservativa per gli involucri e flessibile, invece, per gli interni».

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