Alpini veronesi al raduno del Triveneto per "alimentare la fiamma del ricordo"

Nuovo esodo a Vittorio Veneto per l'Ana di Verona dopo l'adunata nazionale di Trento. Il presidente Bertagnoli: "Una giornata bellissima. Abbiamo sfilato sotto il sole, circondati dal calore della gente"

"Fare memoria". Questo è stato l'imperativo degli alpini veronesi, presenti all'importante raduno del Triveneto dello scorso fine settimana a Vittorio Veneto e nell'anno del centenario della fine della Grande Guerra. "Vittorio Veneto è una terra in cui gli alpini sono radicati davvero fortemente e lo si è capito dalla presenza in massa della gente e dagli applausi continuati che hanno accompagnato la nostra sfilata di domenica mattina", ha dichiarato il presidente della sezione veronese dell'Ana (Associazione nazionale alpini) Luciano Bertagnoli.

Un altro esodo per gli alpini veronesi, dopo la grande partecipazione all'ultima adunata nazionale di Trento. E anche questa volta, la politica scaligera ha voluto far sentire la propria vicinanza all'Ana. Tredici i primi cittadini scaligeri che hanno sfilato con gli alpini domenica mattina, insieme ad assessori, parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti della Provincia. Un gruppo trasversale a tutti gli schieramenti politici, in perfetta linea con l'appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco del capoluogo Federico Sboarina, il quale ha rimarcato la volontà di portare in riva all'Adige l'adunata nazionale nel 2020.

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"Una giornata bellissima - ha commentato Bertagnoli - abbiamo sfilato sotto il sole, circondati dal calore della gente. Siamo arrivati esausti ma orgogliosi del nostro essere alpini". Un orgoglio che nasce, anche e soprattutto, dalla responsabilità che le Penne Nere sentono quotidianamente. Una responsabilità che il presidente Bertagnoli ha voluto ricordare nel corso di uno dei momenti più toccanti della tre giorni del Triveneto: la deposizione delle ultime Foglie che mancavano all'Albero del Ricordo: le cinque Foglie delle sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza.

Con queste foglie che abbiamo posto sull'Albero abbiamo preso un impegno molto importante - ha concluso il presidente di Ana Verona - Anche quando si spegneranno i riflettori del centenario della Grande Guerra, noi abbiamo il dovere di continuare ad alimentare la fiamma del ricordo perché le nostre radici sono lì, in quei ragazzi che hanno dato la loro vita per darci quell'Italia magnifica di cui siamo orgogliosi e per la quale dobbiamo continuare ad andare avanti con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di sempre.

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