Raccolta firme di Coldiretti Verona per dire stop al cibo anonimo

Il presidente Daniele Salvagno: «In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti»

Tavolo di prodotti dalla provenienza non etichettata (Foto Coldiretti Verona)

Proseguono le iniziative di Coldiretti Verona per la raccolta firme «Stop cibo anonimo», per chiedere all'Europa trasparenza sulla provenienza di quello che si mangia, rendere obbligatoria l'indicazione di origine degli alimenti per proteggere la salute dei cittadini, prevenire le frodi alimentari e garantire i diritti dei consumatori.
Sono a rischio contraffazione nel carrello della spesa un prodotto alimentare su quattro che non ha l'obbligo di riportare l'origine in etichetta, dai salumi alle marmellate, dai ragù ai sottoli, dal succo di frutta al pane fino al latte in polvere per bambini, secondo la Coldiretti.

Per sostenere con la propria firma la petizione «Eat Original. Unmask your food» (Mangia originale, smaschera il tuo cibo), autorizzata dalla Commissione europea con il sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco di Coldiretti, i cittadini veronesi oggi 21 dicembre possono firmare fino alle 13 al Liston di Piazza Bra e fino alle 12.30 al mercato a km zero di Borgo Venezia in via Villa Cozza. In Piazza Bra, grazie alla presenza di rappresentanti di Coldiretti Giovani Impresa, è anche possibile ricevere in omaggio prodotti del territorio. Mentre al mercato di Borgo Venezia, oltre al brindisi natalizio verso le 11.30, si potranno acquistare alberelli in legno del progetto «Adotta un albero» realizzati da un'imprenditrice agricola di Vicenza con i ceppi abbandonati dopo il maltempo di fine ottobre che ha danneggiato l’Altopiano di Asiago.

In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti - ha afferma il presidente di Coldiretti Verona Daniele Salvagno - Oltre 4 italiani su dieci (42%) sono disponibili a pagare oltre il 10% in più pur di avere garantita l'origine Made in Italy del prodotto dal campo alla tavola.

E aggiunge Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona: «Di fronte all'atteggiamento incerto e contradditorio dell'Unione Europea che obbliga a indicare l'origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero, nasce un fronte europeo per la trasparenza in etichetta con la raccolta di un milione di firme in almeno sette Paesi dell'Unione».

Nello specifico la proposta si prefigge di rendere obbligatoria l'indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell'UE, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche, e per quanto attiene agli alimenti trasformati, l'etichettatura di origine deve essere resa obbligatoria per gli ingredienti principali se hanno un'origine diversa dal prodotto finale.

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