Villa Monga, stato di agitazione dei lavoratori all'istituto di assistenza anziani

Il Primo Maggio hanno protestato con striscioni appesi all'ingresso dell'ente. Domani vertice in prefettura. Il presidente Cappiotti: «Massima apertura al dialogo»

L'ingresso di Villa Monga (Foto Gmaps)

«Frasi denigratorie e false». Così l'amministrazione dell'istituto di assistenza anziani di Verona a Villa Monga ha descritto le parole scritte sulli striscioni appesi ieri, 1 maggio, sul cancello e sulla recinzione dell'ente di via Baganzani. Gli striscioni di protesta erano stati appesi dai rappresentati sindacali di Cgil, Cisl e Csa e da alcuni lavoratori dell'istituto e riportavano frasi come: «Meno caporali, più manovali», «Lavoratori sfruttati, lavoratori incazzati», «No rispetto del personale, no rispetto dell'anziano» e ancora «Diamo rispetto alla professionalità». E per rimuovere gli striscioni la direttrice generale dell'istituto Adelaide Biondaro ha richiesto l'intervento delle forze dell’ordine.

La manifestazione di ieri ha reso ancora più evidente l'insofferenza dei dipendenti nei confronti delle scelte dell'amministrazione dell'istituto. Un sentimento già formalizzato con la precedente dichiarazione dello stato di agitazione. Diverse le motivazioni dell'agitazione sindacale, tra cui il recupero delle indennità dai lavoratori legate alle festività infrasettimanali, la mancata sottoscrizione di un contratto collettivo decentrato integrativo e anche l'erroneo calcolo del fondo produttività. Ma la protesta di ieri ha avuto al centro, più che altro, la riorganizzazione dei turni e dei piani di lavoro del personale assistenziale e infermieristico dei Centri Servizi Al Parco e Loro. «La riorganizzazione voluta dall'amministrazione per un miglioramento della qualità dei servizi rivolti agli anziani è stata anticipata ai sindacati all'inizio di febbraio di quest'anno ed è stato aperto un tavolo di confronto su loro richiesta - ha spiegato il vicepresidente Luca Mascanzoni - I sindacati e le rsu sono stati ascoltati, sono stati fatti numerosi incontri e tutto ciò che era nei loro diritti, è stato rispettato. Fa un certo effetto aver riscontrato all'interno della struttura un clima sereno e disteso, sia da parte degli ospiti, dei loro familiari e del personale, ad eccezione di alcune inevitabili e superabili criticità da "primo giorno di cambiamento", rispetto ai contenuti degli striscioni esterni che non hanno nulla a che fare con reali prerogative sindacali».

Domani, 3 maggio, ci sarà in prefettura il confronto tra lavoratori, la direttrice Biondaro e il presidente Alessandro Cappiotti. «Sono sereno - ha detto Cappiotti - Ci sono pagine e pagine di verbali sottoscritti da sindacati ed rsu che dimostrano la bontà del nostro operato e l'intento di condurre delle relazioni costruttive. Da parte mia, di tutto il consiglio di amministrazione e della direzione dell'ente c’è sempre stata la massima apertura al dialogo per evitare di dover mettere mano al portafoglio dei lavoratori. Questo atteggiamento contrapposto e demolitivo a prescindere, ci costringe a dover assumere doverosamente una serie di iniziative unilaterali che non avremmo certo voluto».

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