Bottacin: «Sintonia con gestori di discariche per trattare Pfas nei percolati»

l'assessore regionale all'ambiente lo ha annunciato durante un convegno nell'ambito del Festival dell'Acqua di Venezia, rispondendo indirettamente ad una nuova polemica del PD

Discarica (Foto di reperto

La Regione sta affrontando così seriamente il tema della prevenzione che stiamo lavorando in accordo con tutti i gestori delle discariche del Veneto affinché i Pfas siano trattati già nei percolati. Questo è un modo concreto di aggredire il problema, di prevenire e offrire una soluzione ad una tematica di massima attualità, che nessuna Regione è in grado di affrontare in assenza di limiti nazionali.

Ad annunciarlo è stato l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin, durante un convegno nell'ambito del Festival dell'Acqua di Venezia. «Abbiamo incontrato tutti i gestori delle discariche per avviare un percorso condiviso - ha aggiunto l'assessore - ci siamo confrontati su un piano tecnico, verificando tutte le tecnologie oggi messe in campo nello specifico del trattamento dei percolati. Abbiamo riscontrato ampia collaborazione. L'obiettivo ora è creare un gruppo di lavoro per la stesura di linee guida specifiche sul tema che contengano tutti gli elementi tecnici necessari ad affrontare la questione dei Pfas ed i relativi costi».

Una novità annunciata dall'assessore Bottacin per dimostrare l'impegno della Regione Veneto nel contrasto all'inquinamento dei Pfas, in parte in risposta anche alla polemica del Partito Democratico, che in consiglio regionale ha presentata un dettagliata interrogazione per ottenere risposte certe sui tempi per la bonifica dei territori contaminati, sul contenimento della contaminazione e sui rischi alimentari.

Nel frattempo l'Arpav ha diffuso una precisazione sulle notizie recentemente diffuse, da cui si evincerebbe una valutazione critica sull'operato dell'agenzia regionale per l'ambiente. «Le critiche si basano su alcuni passaggi dell'annotazione di polizia giudiziaria dei Noe di Treviso del luglio 2018 - spiegano da Arpav - Le indagini si sono concluse lo scorso gennaio e vedono attualmente dieci indagati, a vario titolo, per reati connessi all'ambiente. Ad oggi, nessun procedimento penale risulta essere stato avviato a carico di personale Arpav».

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