Pfas, al lavoro per imporre dei limiti ma anche per fornire acqua pulita

A livello nazionale ed europeo si studia la possibilità di mettere dei paletti alla presenza di Pfas nelle acque. Nel frattempo, si progettano interventi per fornire acqua di buona qualità ai cittadini dei territori contaminati

Istituire dei limiti alla presenza di Pfas nell'acqua. È un impegno preso a livello nazionale dal ministro dell'ambiente Sergio Costa nel suo incontro con una rappresentanza dei comitati veneti No Pfas. Ma pare che sia anche una direzione presa dal Parlamento Europeo, che ad ottobre dovrebbe varare una direttiva sulla potabilità dell'acqua contenente dei rigidi limiti per i Pfas nelle acque. Il problema ha dunque superato i confini del Veneto, regione in cui è stata accertata una vasta contaminazione tra le province di Verona, Vicenza e Padova.

La politica si sta dunque muovendo per mettere dei paletti, ma poi serve anche l'impegno a fare in modo che questi paletti siano rispettati e che quindi i cittadini non bevano acqua piena di Pfas. Ed è il lavoro intrapreso da Nicola Dell'Acqua, commissario delegato all'emergenza Pfas in Veneto. A supportare Dell'Acqua è stata istituita anche una commissione progettazione, composta da rappresentati degli enti gestori del servizio idrico e della Regione Veneto. Questa commissione ha esaminato ieri, 12 settembre, due progetti. Il primo intervento, giunto alla fase di progettazione preliminare, riguarda la costruzione di una condotta di collegamento di 19 chilometri fra Montecchio Maggiore, Brendola e Madonna di Lonigo. La tratta servirà a far arrivare da Recoaro, attraverso la condotta esistente della Valle dell'Agno, acqua di buona qualità nelle centrali acquedottistiche di Brendola, Sarego e Lonigo. Questo progetto ha un importo complessivo di 17,9 milioni di euro e verrà seguito dalla società Veneto Acque.

Il secondo progetto, sviluppato in fase definitiva, è funzionale a fornire nuove risorse idriche dalla pianura ad est di Verona direttamente al serbatoio di Lonigo. Prevede la realizzazione di sei pozzi nuovi per l'attingimento dalle falde di Belfiore e la costruzione di una condotta di 18 chilometri che da qui porti l'acqua alla centrale di Madonna di Lonigo (VI). Un intervento pari a 21 milioni di euro di competenza di Acque Veronesi.

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