Pfas, il commissario in Provincia: "Aprire nuovi pozzi in aree non inquinate"

A Palazzo Capuleti si è tenuto l'incontro con i sindaci della "zona rossa", con Dell’Acqua che ha illustrato la strategia per fronteggiare il problema: "Ho trovato alcuni progetti già approvati dagli enti gestori: potremo avanzare più velocemente"

Si è tenuto martedì mattina a Palazzo Capuleti, a Verona, l’incontro tra il commissario all’emergenza Pfas Nicola Dell’Acqua (la formalizzazione della nomina è attesa per oggi, 15 maggio), il Presidente della Provincia e una decina di sindaci dei Comuni veronesi ricadenti nella cosiddetta "zona rossa". Erano presenti, inoltre, rappresentanti di Acque Veronesi e del Consiglio di Bacino Veronese.

Il commissariamento durerà un anno e potrà essere prorogato per un secondo anno. La strategia illustrata da Dell’Acqua prevede l’apertura di nuovi pozzi d'approvvigionamento in aree non interessate dall’inquinamento dei Pfas. Per la provincia scaligera sarà la zona dell’est a fornire, entro qualche anno, nuova acqua pulita alla pianura veronese. Altri approvvigionamenti verranno aperti nelle alte valli vicentine e sul Brenta. I fondi messi a disposizione dal ministero dell'Ambiente ammontano a 58 milioni di euro.

incontro Pfas 02-2

“Ho trovato alcuni progetti già approvati dagli enti gestori – ha spiegato Dell’Acqua -. In questo modo potremo avanzare più velocemente, ovviamente con la massima trasparenza e con gare comunitarie. Di certo le aree a monte dei nuovi pozzi dovranno essere vincolate da Regione e Comuni affinché non vi siano altri insediamenti industriali potenzialmente pericolosi che un giorno possano riproporre il problema che stiamo vivendo ora”.

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Sull'acquedotto che pesca dai pozzi di Almisano, dopo i filtri aggiuntivi posati da Acque Veronesi, il commissario Dell'Acqua ha precisato: “è oggi forse l'acqua più controllata in Italia e in Europa. Mi sento di dire ai sindaci e ai cittadini che la si può usare in cucina in totale sicurezza”.

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