Pfas, la Regione ordina: «Progetti di bonifica Miteni entro fine anno»

E l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin respinge ogni accusa di scaricabarile: «Noi abbiamo fatto quanto era in nostro potere fare. Per velocizzare le procedure serve il commissariamento»

Ingresso della Miteni di Trissino

Mi chiedo perchè Zaia intervenga solo adesso sulla questione Miteni; vista l'urgenza perchè non ha avanzato le stesse richieste al governo giallo-verde in carica fino a un paio di mesi fa?

A chiederselo è il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Manuel Brusco, dopo aver letto del messaggio inviato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia al premier Giuseppe Conte. Con una lettera, Zaia ha chiesto in buona sostanza a Conte di nominare un commissario straordinario che si occupi della bonifica della Miteni, l'azienda di Trissino ritenuta la principale responsabile della vasta contaminazione da Pfas nelle acque delle province di Vicenza, Verona e Padova.
Una richiesta, quella di Zaia, che per Brusco è solo propaganda per «addossare ad altri responsabilità che lui non si è assunto - conclude il consigliere 5 Stelle - Non dimentichiamo quando nel 2017 Zaia annunciava a gran voce di aver ordinato 7.000 carotaggi dentro e fuori la Miteni, per poi poter procedere alla bonifica. Non è mai stato fatto nemmeno un buco nel terreno e di ordinanze di bonifica non si è vista nemmeno l'ombra».

A Brusco ha replicato l'assessore regionale all'ambiente Gianpaolo Bottacin, che respinge ogni accusa di scaricabarile. «La Regione neanche avrebbe la competenza, ma sta agendo in sostituzione di chi non fa. Se non va bene che la Regione intervenga, lasceremo che intervengano gli enti competenti. Ma se avessimo seguito questa logica non saremmo intervenuti sulle filtrazioni, sugli acquedotti, sui limiti e su tutto quanto abbiamo agito in sostituzione di altri. Dal 2017 ad oggi, sono accadute molte cose. L'azienda è fallita ed è subentrato il Tribunale, con tutte le complicazioni del caso. La Regione non può entrare in casa d'altri senza l'autorizzazione relativa, né per la caratterizzazione né per la bonifica. Questo dicono le leggi che noi rispettiamo e vogliamo continuare a rispettare. Spetta, infatti, a chi ha inquinato procedere con la bonifica. Seguendo le disposizioni di legge. Ma poiché i tempi previsti dalle leggi sono lunghi, per poter fare prima, la Regione suggerisce la nomina di un commissario. Il commissariamento permetterebbe di poter agire in fretta, senza rispettare le lunghissime tempistiche delle leggi che i consiglieri ignorano».

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E dato che, al momento, di commissariamento non se ne parla, la Regione si è intanto mossa insieme al Comune di Trissino e alla Provincia di Vicenza, imponendo alla proprietà dell'ex-Miteni di presentare i progetti di bonifica dell'area dello stabilimento produttivo di Trissino entro il 31 dicembre. «In questo modo abbiamo una data certa per il progetto che permetterà l'avvio della bonifica del sito dell’ex-Miteni - ha commentato Bottacin - Fino a questo punto, la Regione ha fatto tutto ciò in suo potere in materia. Abbiamo anche messo a disposizione 3 milioni di euro per la bonifica».

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