Ancora scontro politico per l'incontro rinviato su omosessualità e migranti

Il PD chiede al sindaco di Verona di intervenire perché in città "il livello di conflittualità è troppo alto". E Forza Nuova diffida "chiunque voglia attribuirci, nei fatti come nelle intenzioni, azioni violente o di prevaricazione"

L'assicurazione del rettore dell'università di Verona Nicola Sartor di rimandare e non di annullare l'iniziativa "Richiedenti asilo: orientamento sessuale e identità di genere", organizzata dai dipartimenti di scienze umane e scienze politiche, non basta a placare una polemica tra chi parla di "intimidazioni da parte di gruppi di estrema destra" e chi invece vorrebbe che il convegno venisse definitivamente cancellato.

"Riteniamo inaccettabile che in luogo di istruzione e cultura quale l'università, gruppi omofobi di chiara ispirazione fascista riescano ad infiltrarsi e a condizionare l'offerta culturale, ha dichiarato Riccardo Tosi della Rete degli Studenti Medi Verona.

Nonostante qualche perplessità personale, capisco la decisione del rettore di rinviare l'incontro programmato perché aveva perso il senso originario e rischiava di degenerare in un palco per estremisti in cerca di visibilità, da una parte e dall'altra - è stato il commento del deputato veronese del PD Diego Zardini - Però credo servano dei gesti simbolici da parte di chi ha responsabilità politiche, del mondo accademico e delle associazioni affinché fatti del genere non capitino più.

Il Partito Democratico di Verona, attraverso il suo segretario Luigi Ugoli, ritiene che anche a causa dell'episodio del convegno rimandato, nella città di Verona si è ormai "raggiunto un livello di conflittualità troppo elevato, troppo vicino allo scontro fisico". E per questo chiede al sindaco Federico Sboarina di intervenire affinché si abbassino i toni e il dibattito ritorni pacifico e democratico.

Molte delle provocazioni, dei veti e delle intemperanze a cui abbiamo assistito in queste ultime settimane - scrive Ugolli - erano ispirate o guidate da pezzi dell'attuale maggioranza politica cittadina, consiglieri e partiti che attivamente hanno lavorato per seminare odio e intolleranza. Come responsabile dell'ordine civico e della coesione sociale il sindaco è chiamato ad intervenire a difesa delle libertà dei cittadini.

Opposta è invece l'analisi di Pietro Amedeo, segretario provinciale di Forza Nuova a Verona. Per Amedeo non si può parlare di "minacce esplicite" o di "clima di intimidazione e paura". Anzi, Forza Nuova ritiene che sia stata una provocazione organizzare un evento su omosessualità e richiedenti asilo perché "nella già bassa percentuale di persone straniere cui viene riconosciuto lo status di "rifugiato", la percentuale di costoro che dovessero proclamarsi perseguitati a motivo del loro orientamento sessuale è microscopica - scrive Amedeo - pertanto non è credibile che un'istituzione come quella universitaria debba occuparsi di un fenomeno come questo. Diffidiamo chiunque voglia attribuirci, nei fatti come nelle intenzioni, azioni violente o di prevaricazione".

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