Olimpiadi invernali 2026. Una mozione per portare in Arena la cerimonia di chiusura

Presentata la candidatura di Milano e Cortina, mentre Verona Domani annuncia di voler chiedere al sindaco Sboarina la massima disponibilità per portare l'evento conclusivo nell'anfiteatro veronese

Il gruppo di Verona Domani

Se il CIO ci assegnerà l’organizzazione dei Giochi Olimpici, premierà il progetto, equilibrato e ambizioso nel contempo, proposto da un binomio italiano che già oggi è simbolo nel mondo di efficienza, di bellezza, di originali valori territoriali e umani proiettati all’internazionalità.

Così l’assessore al turismo e alla promozione della Regione del Veneto, Federico Caner, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Cortina, ha sintetizzato gli elementi distintivi della candidatura di Milano-Cortina d’Ampezzo a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026.

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Una proposta che nasce dalla capacità di unire e di fondere in un unico progetto il meglio che le due realtà avevano originariamente proposto con due candidature separate – ha sottolineato Caner –, un masterplan che si ispira a principi di economicità e di fruizione nel tempo delle risorse che saranno investite e delle strutture che saranno rinnovate o realizzate. Milano e Cortina hanno fatto proprio il forte monito del Comitato Olimpico Internazionale alla sostenibilità economica e ambientale dell’evento, non solo evitando sprechi e realizzazioni effimere, ma anche mettendo in campo, insieme alle località del Trentino Alto Adige coinvolte, una consolidata esperienza nell’organizzazione di questi appuntamenti sportivi ad altissimo livello, che possono assicurare un risparmio in termini economici e gestionali.

A tutto ciò si aggiungano i valori intrinseci del capoluogo lombardo e della regina delle Dolomiti – ha aggiunto l’assessore veneto –: la dinamicità, il patrimonio storico e artistico abbinato alla vocazione alla modernità e all’innovazione di Milano; l’ineguagliabile scenario dolomitico di Cortina che fa da cornice a uno degli hub sciistici più grandi e prestigiosi del mondo, come ampiamente dimostrato dai ‘tre giorni’ di gare di coppa del mondo femminile in corso, che conferma lo straordinario fascino di queste piste e di questa località, che potrà ‘allenarsi’ alle Olimpiadi di cinque anni dopo organizzando come sa fare i Mondiali di sci alpino del 2021.

Lo sport in Veneto ha una grande tradizione di passione e di pratica a tutti i livelli, agonistico e non – ha concluso Caner –, e il fuoco olimpico che torna a risplendere nelle Dolomiti a settant’anni di distanza dagli storici giochi del 1956 sarebbe un riconoscimento per questa realtà, ma rappresenterebbe anche un’occasione di riscatto della montagna veneta, martoriata dagli eventi calamitosi dei mesi scorsi. Le Olimpiadi, insomma, offrirebbero una grande opportunità di rinascita che dobbiamo saper costruire sin d’ora, con un convinto lavoro di squadra tra soggetti istituzionali e partner privati: all’assegnazione finale dei Giochi, che si terrà a Losanna il prossimo 24 giugno, ci faremo trovare pronti e competitivi.

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Nel frattempo il gruppo consiliare Verona Domani, composto dal capogruppo Marco Zandomeneghi, da Massimo Paci e dal vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Rossi, ha presentato una mozione che impegna il Sindaco Sboarina a formalizzare nelle sedi e con le modalità politico-amministrative più opportune il massimo impegno e la massima disponibilità per fare in modo che la cerimonia di chiusura si tenga nell'anfiteatro simbolo di Verona

Una storica occasione per la crescita economica e turistica per tutta la città e la provincia veronese, un’incredibile vetrina che darà visibilità a livello internazionale ai gioielli, ai monumenti e alle specificità del nostro territorio. Un importantissimo indotto occupazionale per migliaia di persone. L’Arena, una cornice unica al mondo, che può e deve raccogliere questa irripetibile sfida che va oltre i confini sportivi. Le Olimpiadi in Veneto e Lombardia rappresentano non solo un progetto territoriale, ma un evento che aprirà l’intera nazione al mondo. La chiusura dei giochi in Arena è un’opportunità che Verona non può assolutamente, a nessun costo, perdere o lasciarsi sfuggire.

Come ha recentemente affermato anche il presidente del Coni Malagò, l’edizione italiana sarà il più possibile l'Olimpiade del territorio, con l’obiettivo di valorizzare ed esaltare le diverse caratteristiche e peculiarità delle regioni Lombardo-Venete - commenta Zandomeneghi - Considerato che l’apertura della manifestazione si terrà a Milano, logica ed equità fanno ben sperare affinché la fase terminale dei Giochi, probabilmente la fase più suggestiva, coreografia e spettacolare dell’intera kermesse, avvenga in terra scaligera. E dove se non in quello che è ritenuto uno dei gioielli più maestosi e importanti del mondo? Siamo certi che Verona saprà dimostrare la sua efficienza amministrativa, organizzativa e la solidità del suo tessuto economico-turistico-produttivo. Il territorio comunale e provinciale veronese, con le sue infrastrutture, le sue bellezze naturali e i servizi storicamente rinomati e apprezzati, hanno tutte le carte in regola per essere protagonisti degli sport invernali in tutto il mondo. Con questa mozione - conclude il capogruppo di Verona Domani - chiediamo al Sindaco ad impegnarsi a formalizzare quanto prima, con le modalità previste dai Regolamenti Olimpici, la volontà e la disponibilità della Città di Verona a ricevere, contribuendo alla migliore riuscita della stessa, la chiusura dei Giochi Olimpici 2026 in caso di assegnazione. Auspichiamo quindi che tutti i consiglieri e gli assessori comunali facciano squadra per il bene della città e della sua crescita.

L’atto, che sarà discusso al più presto in Consiglio Comunale, gode anche dell’appoggio del consigliere regionale Stefano Casali, da anni impegnato in prima linea a Palazzo Ferro Fini a perorare e portare avanti la causa delle Olimpiadi in terra veneta.

Avanti tutta su Verona e sulla chiusura dei giochi in Arena, a prescindere da colori politici e da rivalità di campanile. Il governatore Luca Zaia ha dato dimostrazione di caparbietà e lungimiranza politica nel far sì che questa storica ed irripetibile occasione per il Veneto non venisse sciupata - ha detto Casali - Dopo anni di politiche nazionali che hanno penalizzato pesantemente il Veneto, i nostri territori meritano di tornare ad essere protagonisti. Alcuni treni passano una sola volta e, in questo particolare periodo storico, ora più che mai le Olimpiadi possono rappresentano un punto di nuovo inizio per Verona e i suoi concittadini.

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