NCC, Casartigiani boccia la legge: non si esclude il ricorso alla corte europea

«I nuovi criteri finiranno per determinare un incremento degli operatori abusivi che si spostano e operano dove non dovrebbero, utilizzando auto che non sono nemmeno identificabili», ha detto il presidente dell'associazione veronese Luca Luppi

Luca Luppi, presidente di Casartigiani Verona

«Una legge che invece di combattere l’abusivismo finirà per incentivarlo». È una bocciatura senza appello quella del presidente di Casartigiani Verona Luca Luppi nei confronti della nuova legge sull’NCC, in vigore dal 1° gennaio. «Una situazione a cui si doveva metter mano almeno da un decennio – afferma Luppi - e per cui era in atto una procedura di infrazione europea, rimandata da tutti i governi precedenti a suon di proroghe. Ma ora che si è arrivati al dunque il risultato è quasi peggiore. Di fatto, all'ultimo la normativa è stata rattoppata togliendo il divieto di prelevare fuori provincia, cancellando una delle poche peculiarità del servizio NCC rispetto ai taxi, ma lasciando la categoria in balia di una serie di normative assurde che bloccano il lavoro senza combattere minimamente la piaga dell'abusivismo, al cui scopo era votata la legge in origine. I nuovi criteri finiranno per determinare un incremento degli operatori abusivi che si spostano e operano dove non dovrebbero, utilizzando auto che non sono nemmeno identificabili, in quanto prive di qualunque contrassegno, e quindi non controllabili».

«Di contro - continua Luppi - vengono addossati agli operatori onesti ulteriori obblighi difficili, se non impossibili, da ottemperare. E tutto per dare soddisfazione alle istanze di due provincie italiane che hanno fatto la voce grossa (Milano e Roma), afflitte da problematiche specifiche che sono però proprie di queste due aree metropolitane, ma non comuni alle altre realtà. Il risultato è che le altre province sono lasciate in balia di una legge vecchia e inadeguata, frutto del malcostume tutto italiano di fare dei decreti legge senza idea di come renderli attuativi. Basti l’esempio del foglio elettronico di viaggio, che resta un oggetto misterioso, lasciato per ora alla stesura cartacea e alla libera interpretazione degli operatori del settore».

«Tutte le associazioni di categoria si stanno adoperando con il ministero dei trasporti per capire se vi sia spazio per dei correttivi o per rivedere la norma in toto – spiega il presidente di Casartigiani Verona - Ma non depone a favore il fatto che la legge sia stata inserita nel decreto semplificazioni, per blindarla e approvarla, né la totale assenza del ministro dei trasporti, che ha delegato alla questione vice e sottosegretari, dimostrando così scarso interesse per una legge che favorisce chiaramente la lobby dei taxi e penalizza gli NCC».

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«In extrema ratio – conclude - non è da escludere il ricorso alla corte europea per impedire a dei legislatori distratti, di mettere in crisi il comparto economico italiano. E soprassedendo sugli assurdi privilegi di cui ancora godono i taxi, a cui non occorre nessun obbligo di emettere documentazione fiscale e che possono dichiarare una quota fissa, in base alla quale pagano le imposte, nonostante sia notoriamente bugiarda rispetto al reale. L’auspicio è che se questo è davvero il "governo del cambiamento" si dimostri tale mettendo mano anche a chi detiene da molto tempo privilegi privi di una vera motivazione, che ne giustifichi l'esistenza».

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