In stradone Santa Lucia a Verona è passato l'imbianchino

Rimosso anche il murale "Scarpette rosse" simbolo del contrasto alla violenza sulle donne

Sopra il murales "Scarpette rosse" e sotto stradone Santa Lucia senza murales

Per visitare i murales di stradone Santa Lucia a Verona erano persino state organizzate delle visite guidate lo scorso anno, oggi quelle opere sono state seppellite sotto uno strato uniforme di vernice. I colori hanno lasciato spazio alla monotonia del grigio e la cosa non è passata inosservata. A sollevare la polemica è stato innanzitutto il senatore Pd Vincenzo D'Arienzo, in particolare facendo riferimento alla cancellazione del murale che rappresentava una serie di "scarpette rosse", simbolo del contrasto alla violenza sulle donne reso celebre dall'artista Elina Chauvet. 

«Le scarpe rosse sono il simbolo della lotta contro il femminicidio e la violenza contro le donne. - ha spiegato il senatore D'Arienzo - Nella giornata del 25 novembre, indossare un paio di scarpe rosse significa aderire ad ogni azione per dire basta ad ogni tipo di violenza. Uno dei simboli di questa battaglia culturale era certamente il murale su stradone Santa Lucia. Una grande esposizione a monito sia per ricordarci ogni giorno che il problema esiste sia per contrastarlo in ogni momento della giornata, ovunque ci troviamo. Non credo desse fastidio, ma inspiegabilmente il Comune l'ha cancellato. Proprio così. Anziché valorizzarlo, peraltro a pochi giorni dalla giornata cruciale, farne punto di riferimento dell'impegno che la pubblica Istituzione deve mettere in campo contro questo grave fenomeno sociale, prima ancora che giudiziario, una certa sottocultura impregnata di pressapochismo, superficialità e insipienza ha portato alla eliminazione di quel murale».

Parole molto dure quelle del senatore che, se da un lato trovano ragion d'esser tali, dall'altro mancano di considerare alcuni aspetti della vicenda che, come spesso accade, è più complessa di quel che sembra. La cancellazione dei vari murales, ivi compreso quello delle "scarpette rosse", è stata approvata in via ufficiale dal Comune di Verona nella Commissione temporanea per le politiche giovanili (qui trovate audio e verbale) tenutasi lo scorso 9 ottobre e alla quale aveva partecipato anche la consigliera comunale Pd Elisa La Paglia, la quale giusto ieri scriveva sui social: «Il murale dedicato alle scarpette rosse simbolo della lotta alla violenza sulle donne occupava solo una parte del lungo muro del retro stazione. Oggi non c’è più, cancellato con una leggerezza e una superficialità senza pari. Viste tutte le proteste che ha sollevato mi aspetto che almeno venga nuovamente dedicato a quel tema».

Alla base della cancellazione delle opere lungo stradone Santa Lucia vi sarebbe però il fatto che proprio quelle mura sono state scelte per ospitare un nuovo concorso di street art denominato "Verona Top2Bottom" con il coinvolgimento di centinaia di artisti. Insomma, si cancellano murales per far spazio ad altri murales. Il tema allora è un po' questo: non esistevano altri luoghi di Verona dove poter ospitare il nuovo concorso lasciando indenni le "vecchie" opere di stradone Santa Lucia? La risposta è ovvia, e c'è persino un consigliere di maggioranza come Alberto Padovani che riconosce l'errore: «Obiettivamente è stato fatto un grave errore. - ha scritto sui social Alberto Padovani - Capisco la necessità di trovare spazi per il concorso internazionale, ma perché cancellare murales e rimuovere dipinti che oramai erano parte integrante dei quartieri di Santa Lucia e Golosine? Per altro con messaggi sociali, di vita e di futurismo. Punto di arte e colori per giovani e apprezzati nella simbologia perfino dagli anziani. Rinnovare non vuol dire cancellare e mi duole dirlo è stato fatto un gran pasticcio». 

La locandina della nuova edizione dell'evento "Verona Top2Bottom"

Tra quelli che invece ritengono che l'amministrazione abbia agito nel migliore dei modi vi è il consigliere Andrea Velardi, presidente tra l'altro della Commissione temporanea per le politiche giovanili, il quale senza troppi giri di parole spiega: «La ratio degli interventi sul muro di stradone Santa Lucia è stata in primis quella di riqualificazione della zona: pertanto fu organizzato il bando di concorso "Coloriamo Verona" per togliere il degrado. Le ultime due opere erano state ormai imbrattatate con riferimenti sessuali, alla droga e vandalizzate con ulteriori scritte. Non certo di artisti. In tal senso l'intervento di "Verona top 2 bottom" con 100 e più artisti mira a ridare decoro alla ciclabile, regalando nuove opere alla città».

Lo stesso Velardi ha quindi attaccato la consigliera Pd Elisa La Paglia: «Basta ascoltare gli audio della commissione politiche giovanili da me presieduta: sono gli stessi writers che hanno dichiarato che i murales erano imbrattati e che il muro si stava scrostando. In commissione - prosegue l'esponente della maggioranza Andrea Velardi - era presente anche la consigliera La Paglia, che oggi grida alla scandalo per la copertura di un murale usurpato da vandali, ma non la ricordo spendersi in complimenti con l’amministrazione (attuale o precedente) per aver fatto grandi iniziative di recupero urbano tramite opere di street art». 

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