Imbrattati i murales di Cibo, il writer che con la sua arte combatte l'odio

L'artista veronese realizza stupendi murales, che hanno come soggetti i prodotti alimentari, per cancellare croci celtiche o svastiche disegnate sui muri

Un murales di Cibo imbrattato (Foto Facebook - Cibo)

Purtroppo non è una battaglia facile quella che il writer Cibo, alias Pier Paolo Spinazzè, ha intrapreso contro i messaggi di odio scritti sui muri veronesi. Croci celtiche, svastiche e quanto di più orribile si possa scrivere su un muro vengono ricoperti dall'artista veronese con rappresentazioni dell'eccellenza enogastronoca nostrana, quindi con murales di frutta, verdura o di altri prodotti alimentari. Opere d'arte per coprire le "brutture della storia", come lui le ha definite sul suo profilo Facebook.

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Un impegno civico giustamente messo in risalto dai media italiani e non solo, ma che purtroppo non può conoscere sosta perché gli imbrattatori non si fermano neanche di fronte alle opere d'arte e alla legge. "In un paio di notti una quindicina di murales sono stati rovinati in diversi comuni - ha fatto sapere Cibo - Particolarmente preoccupante è la sistematica campagna di odio, le telefonate di notte, le visite a casa mia e le 'sorprese' a casa dei miei genitori. Io piango non tanto per le opere che torneranno più belle di prima, ma per la mancanza di educazione, senso civico e legalità". Secchiate di vernice bianca sono state lanciate contro alcune opere di Cibo, il quale ha sottolineato che si trattava di "lavori legali" e conclude: "Non possiamo chinare la testa di fronte a questi soprusi alla democrazia e alla cultura. Chi giustifica questo comportamento per qualsiasi motivo, deve chiedersi cosa è per lui libertà".

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