Investito, morì a 17 anni: Verona dedica una sala ad Alberto Benato

La cerimonia in cui si terrà l'intitolazione della sala polifunzionale di Golosine al giovane veronese deceduto nel 2008 si terrà domenica 17 marzo in via Mincio, in città

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Sarà intitolata alla memoria di Alberto Benato, il 17enne veronese deceduto nel 2008 dopo essere stato investito da un’auto, la sala polifunzionale di Golosine. La cerimonia, promossa dalla 4ᵃ Circoscrizione in collaborazione con il Comune - Assessorato ai Servizi demografici, si terrà domenica 17 marzo, alle 10.30, alla sala Polifunzionale in via Mincio 12, tra via Rienza e via Po.

Presenti all’evento, oltre alle autorità cittadine, Patrizia Pisi e Stefano Benato, genitori di Alberto e responsabili per Verona e per il Veneto dell’Associazione vittime di incidenti stradali e sul lavoro - Avisl.

Seguirà, alle 11, l’incontro “Cittadini sulla strada – la vita ha diritto di precedenza”, organizzato dalla Circoscrizione in collaborazione con Avisl. Interverranno, il presidente nazionale Avisl Domenico Musicco, il Comandante della Polizia municipale Luigi Altamura e il presidente Verona Strada sicura e infermiere del Suem 118 Massimiliano Macular.

«La perdita di una giovane vita è una ferita aperta per tutta la collettività – sottolinea l’assessore ai Servizi demografici e sicurezza Daniele Polato –. La sua memoria deve essere da stimolo per impedire, sulle nostre strade, il ripetersi di questi tragici eventi. Dobbiamo raggiungere l’obbiettivo delle zero vittime della strada. Un progetto ambizioso, ma non impossibile, a cui possiamo arrivare partendo dalla prevenzione. È fondamentale, per questo, continuare ad investire sull’educazione stradale nelle scuole, per formare giovani consapevoli e rispettosi delle regole quando saranno alla guida».

«Con commozione – dichiara il presidente della Circoscrizione 4ª Carlo Badalini – abbiamo scelto di intitolare la sala polifunzionale del quartiere al giovane Benato, deceduto proprio nelle vicinanze, come simbolo di tutte le vittime di incidenti stradali. La sua drammatica storia sia monito per educarci tutti ad una mobilità responsabile e rispettosa della vita degli altri. Che con questa intitolazione giunga, a tutti i familiari di vittime della strada, il pensiero e la vicinanze dell’intera comunità».

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