Il ministro Bussetti al Job&Orienta: accordo per il settore moda, servono 10mila lavoratori

Firmato il protocollo d'intesa tra Sistema Moda Italia e Miur per colmare il gap e favorire l'occupazione giovanile. Servono stilisti, progettisti, responsabili marketing, brand manager

Firma del protocollo d'intesa per favorire l'occupazione nel settore moda

Il mondo della moda ha bisogno di nuove leve: a dare l’allarme, dal palco della 28esima edizione di Job&Orienta (che si concluderà domani alla Fiera di Verona) è il Sistema Moda di Confindustria che, sulla base dell’elaborazione dei dati previsionali di Excelsior/Unioncamere, sottolinea per il comparto la necessità di circa 10mila nuovi lavoratori l’anno per il prossimo triennio. Parliamo di stilisti, progettisti, responsabili marketing, brand e retail manager: le industrie manifatturiere del fashion cercano figure nuove e variegate, di cui c’è, e continuerà ad esserci nel futuro prossimo, grande richiesta. I dati Excelsior, riferiti al quinquennio 2017-2021, dicono di circa 47.500 posti di lavoro, di cui il 35% riservati a diplomati e 7% a laureati. Ma, se si guarda il numero dei soli giovani che oggi frequentano gli indirizzi tessili delle scuole, si scopre che c’è una pesantissima sproporzione: gli iscritti al primo anno non superano i tremila.

Il tema è caldo e al contempo nuovissimo, perché se altri settori (come ad esempio il meccanico e l’agroalimentare, per i quali è previsto un fabbisogno rispettivamente di 93mila e 49mila nuovi addetti nel quinquennio) si sono già attivati negli ultimi anni, l’alleanza tra sistema del tessile/moda e mondo della scuola, per risolvere il dislivello tra domanda e offerta per il comparto, è cosa assai recente. Un gap peraltro destinato con ogni probabilità ad aumentare, se non si agirà in tempo utile sui fronti dell’orientamento e della formazione e i giovani non sapranno cogliere questa opportunità.

Di qui scaturisce l’esigenza forte di collaborare, una necessità che oggi trova una risposta concreta nel protocollo di impegno siglato oggi a JOB&Orienta dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti e dal presidente del Sistema Moda Italia Marino Vago, protocollo che vedrà lavorare insieme imprese, istituti tecnici e professionali e Istituti tecnici superiori (Its). «L'alleanza siglata oggi fra scuola e moda è un altro segno tangibile del lavoro che stiamo facendo per dare ai nostri ragazzi le competenze di cui hanno bisogno per relazionarsi in modo competitivo e positivo nel mondo del lavoro – ha sottolineato il ministro all’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti -. Fare sistema, creare alleanze è strategico e necessario per formare al meglio i nostri ragazzi in settori strategici per il Paese come quello del made in Italy».

«Con l’accordo firmato da SMI con il Ministero dell’Istruzione – ha commentato Marino Vago, presidente di Sistema Moda Italia di Confindustria – si apre un nuovo capitolo di collaborazione tra le imprese della moda e le istituzioni scolastiche. Si tratta di un’alleanza strategica per entrambe: da un lato le imprese hanno bisogno di giovani ben formati, soprattutto nelle professioni tecniche, dall’altro le scuole hanno bisogno dell’impegno diretto delle imprese, affinché la loro attività formativa sia efficace».

A Verona, all’interno dell’evento “Mastertech della Moda: dalla formazione al lavoro”, oggi anche la nascita della Rete nazionale degli Its e di quella degli istituti tecnici e professionali (Its) della modaRoberto Peverelli, coordinatore della neonata Rete nazionale degli istituti tecnici e professionali, ha detto: «Queste nuove reti sono lo strumento pratico con cui le scuole potranno raccordarsi con le imprese della moda e con le loro associazioni di categoria. Potranno inoltre lavorare con il Ministero dell’Istruzione per avvicinare sempre più i programmi didattici alle esigenze del mercato del lavoro attuale e del futuro».

Oggi Job è stato anche il palcoscenico dell’eccellenza nazionale, con gli esempi dei tre Its Cosmo (nata a Padova nel 2010, la Fondazione ITS più grande operante nel settore del fashion in Italia), Mita (Made in Tuscany Academy, a forte caratterizzazione pellettiera) e Tam (di Biella, corso biennale post diploma per conoscere tutto il processo produttivo della filiera tessile), e con il premio nazionale “Eccellenza alternanza scuola – lavoro nel tessile, abbigliamento e moda italiana”, dedicato all’alternanza scuola-lavoro nel settore tessile.

Il premio, istituito da 4Manager (nato dalla collaborazione tra Confindustria e Federmanager) è stato consegnato dal direttore Fulvio D’Alvia a cinque istituti superiori che si sono particolarmente distinti per le buone esperienze maturate nel campo dell’alternanza nel settore moda: l’Istituto tecnico “Quintino Sella” di Biella (patria della lavorazione della lana), l’stituto di istruzione superiore “Paolo Carcano” di Como (comunemente nota nel territorio come “Setificio”), l’istituto tecnico industriale “Paleocapa” di Bergamo (che si è distinto in particolare per aver realizzato un progetto biennale di coltivazione di piante tessili e tintoriali partendo dal laboratorio di microbiologia per arrivare alla fibra tessile e al colore), l’istituto di istruzione superiore “Benvenuto Cellini-Tornabuoni” di Firenze (legato, come da tradizione fiorentina, alla filiera della pelletteria) e l’istituto di istruzione superiore “Isabella D’Este" – Caracciolo” di Napoli. Quest’ultimo, in particolare, ha alle spalle una storia antica (nasce da un polo creato dai Gesuiti nel 1611 per l’istruzione del popolo, poi trasformato nel 1769 da Ferdinando IV di Borbone in Scuola di Arti e Mestieri) e davanti un presente di successi formativi a 360 gradi: oggi offre infatti una vasta gamma di profili formativi, aiutando giovani che provengono spesso da situazioni di svantaggio a trovare la realizzazione professionale attraverso una buona preparazione scolastica.

«Premiare le scuole che si sono distinte per l’alternanza scuola lavoro – ha detto il presidente di 4.Manager e Federmanager Stefano Cuzzilla – significa puntare sull’eccellenza italiana. Ciò di cui l’economia ha bisogno, infatti, è di rimettere in moto il sistema delle competenze manageriali coinvolgendo innanzitutto le giovani generazioni. Abbiamo per questo urgenza di scuole con spiccata capacità di innovazione didattica, che interpretino le richieste attuali del mercato, anticipino quelle del futuro e collaborino con il sistema produttivo per rendere più competitive le imprese».

«Questi giovani che oggi si formano nelle scuole, domani saranno preziosi collaboratori nelle nostre imprese – ha evidenziato Paolo Zegna, presidente della Ermenegildo Zegna -. E saranno i migliori ambasciatori della bellezza e delle grandi opportunità offerte dai mestieri tipici delle nostre filiere, oggi rivalutati e trasformati dalle nuove tecnologie digitali».

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Commenti (1)

  • Naturalmente tutti rigorsamente sotto pagati con contratti frù,frù!

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