Minerbe, caso nazionale per tonno e cracker dati in mensa ad un'alunna

Presentate interrogazioni al Governo e mozioni in Parlamento. La Lega del Comune della Bassa si difende: «La famiglia in questione è seguita dai servizi sociali ed ha avuto possibilità di partecipare a progetti di integrazione lavorativa»

Mensa (Foto di repertorio)

Ha fatto scalpore ed è diventato un caso nazionale l'episodio accaduto alla scuola elementare Zanella di Minerbe, dove una bambina ha avuto come pasto alla mensa una scatoletta di tonno e un pacco di cracker perché i genitori non avevano i soldi per pagare il servizio.
Dopo l'attacco del Partito Democratico locale, il fatto viene portato all'attenzione del Governo. Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha presentato un'interrogazione per chiedere: «Quali iniziative intende intraprendere il ministro dell'istruzione, in accordo con i Comuni del nostro Paese, affinché il diritto alla ristorazione degli alunni venga sempre tutelato evitando che si verifichino casi di insopportabile discriminazione verso i minori». Mentre la deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta ha firmato una mozione con cui propone di istituire un fondo per garantire l'effettività del diritto universale all'accesso al servizio di mensa per tutti gli alunni incapienti.

Anche il PD regionale interviene definendo il caso di Minerbe «pubblica umiliazione di una bambina». Il segretario regionale Alessandro Bisato ha ricordato che: «Le organizzazioni collettive, i Comuni come gli Stati esistono per risolvere i problemi che gli individui non riescono ad affrontare singolarmente, non solo per registrare gli umori della gente a fini elettorali. I bambini che rappresentano il futuro del mondo devono essere messi tutti nelle stesse condizioni». E la consigliera regionale Alessandra Moretti ha aggiunto: «Le giustificazioni dell'amministrazione sulla correttezza nei confronti dei "non morosi" non reggono: stiamo parlando di una bambina a cui è stata inflitta un'umiliazione gratuita».

La Lega di Minerbe difende l'operato dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Girardi, ricostruendo la vicenda. 

Nessuno è mai rimasto senza cibo e lasciato solo, anzi la famiglia in questione è seguita dai servizi sociali ed ha avuto svariate possibilità di partecipare a progetti di integrazione lavorativa oltre agli aiuti elargiti in passato, ma dall'altra parte nessuna voglia di integrarsi ma la mera volontà di volere sussidi economici senza fare nulla in cambio - riferiscono dalla sezione locale della Lega - Importanti progetti sono in fase di ultimazione per le politiche famigliari nel Comune di Minerbe, un'azione concreta che assieme alle politiche nazionali riporterà al centro la famiglia.

Pare essere necessario un confronto tra l'amministrazione comunale di Minerbe e la famiglia dell'alunna, così da poter trovare una soluzione non tanto su questo episodio quanto sul futuro di questo nucleo familiare che purtroppo si trova in condizioni economiche difficili. Anche perché una soluzione al pagamento della retta del servizio mensa lo ha offerto un calciatore dell'Inter, Antonio Candreva, che si è offerto di coprire le spese della famiglia della bambina e di tutte le altre che si trovano in difficoltà.

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