Migranti e omosessuali, "sospeso" il convegno in Università. Esulta FN: "Era una pagliacciata"

Rinviato a data da destinarsi il convegno in Ateneo "Richiedenti asilo orientamento sessuale e identità di genere", la soddisfazione di Castellini (FN): "Avevamo detto una settimana fa che l'avremmo impedito, anche con la forza, beh direi saggia decisione signor Rettore"

Il Rettore dell'Università di Verona dr. Nicola Sartor

La decisione era nell'aria, inutile nasconderlo, e di fatto quel che in molti temevano si è poi verificato: a Verona l'Università si è rivelata non esattamente un luogo di ricerca, studio, approfondimento, libero da vincoli e condizionamenti esterni. Ha prevalso la prudenza (la paura?) più che la malafede, supponiamo, forse rammentando anche un episodio sconvolgente per chi lo visse in presenza il 12 febbraio del 2013, quando in Ateneo doveva svolgersi un incontro sulle "foibe" con la storica dr.ssa Alessandra Kersevan, invisa alle forze politiche di destra per le sue ricerche sulle vicende del confine orientale. Da allora il Rettore dell'Univr è cambiato, ma il fatto che la giornata di studi "Richiedenti asilo orientamento sessuale e identità di genere", organizzata per il 25 maggio 2018 dal dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Verona sia stata improvvisamente sospesa e «rinviata a data da destinarsi» (formula molto politically correct non c'è che dire, ma entro quando si saprà quando si terrà dunque?), ebbene, riporta inevitabilmente il pensiero indietro a quell'episodio. L'attuale Rettore, dr. Nicola Sartor, ha motivato così la sua decisione:

«L’Università non può prestarsi a strumentalizzazioni da parte di soggetti estranei al mondo scientifico che si scontrano su temi politicamente ed eticamente controversi come quelli delle migrazioni e dell’orientamento sessuale delle persone».

Tralasciando la controversa espressione «temi politicamente ed eticamente controversi», affermazione quella del Rettore Sartor pienamente condivisibile, se non fosse che poi ci si aspetterebbe appunto che l'Università proseguisse nei suoi compiti, vale a dire quelli anzitutto di fare ricerca e rendere pubblici i propri risultati per contribuire attivamente allo sviluppo culturale del Paese, e non che annullasse un proprio convegno. Ma anche qui il dr. Nicola Sartor non ha mancato di fornire, nell'ambito della sua nota divulgata ieri, un'ulteriore rassicurante spiegazione:

«D’altra parte all’Università spetta il compito di indagare, usando il metodo scientifico, anche i fenomeni demografici e sociali più attuali e controversi. Pertanto, ho incoraggiato i colleghi a proseguire i lavori di ricerca, nel rispetto delle libertà sancite dall’art. 33 della nostra Costituzione, dentro l’Ateneo e nella comunità scientifica». 

Insomma, come a dire, cari colleghi proseguite pure a fare le vostre ricerche perché stando alla Costituzione siete nel giusto, magari però evitiamo di farlo sapere ai "villici" che abitano al di fuori della "cittadella della cultura universitaria", restiamo «dentro l'Ateneo e nella comunità scientifica», perché altrimenti si rischia di infastidire chi è meglio lasciare tranquillo. Non è un caso che il commento giunto in merito alla vicenda da parte del gruppo Assemblea 17 Dicembre si concentri proprio sulla scelta del Rettore contestandola apertamente:

«La giornata è stata annullata dalla stessa Università che l’aveva indetta. La nota diffusa dal rettore dice che "l'evento è uscito dall’ambito scientifico per diventare terreno di contrasto e soprattutto di ricerca di visibilità per diversi attivisti di varia estrazione". Ma chi sarebbero questi attivisti di varia estrazione che avrebbero costretto l’Università ad annullare l’evento? Forse si dovrebbe parlare invece di cedimento da parte del Rettore alle pressioni dell’estrema destra, che aveva annunciato una manifestazione e una presenza interna al convegno.

Alla giornata di studio si sarebbe trattato l’argomento dei richiedenti asilo Lgbt, cosa che ha fatto infuriare la destra veronese, che aveva già dato segnali di forte avversione a tutte le soggettività non etero nei giorni scorsi, intervenendo con manifestazioni o dichiarazioni mediatiche su diverse iniziative dove gay, lesbiche e trans erano protagonisti. Ma il segnale peggiore lo ha dato l’Università con l’annullamento della giornata. Una scelta molto pericolosa, soprattutto se si pensa alle soggettività colpite: i richiedenti asilo gay, vittime di persecuzioni in patria, sono una realtà, e il fatto che l’Università se ne occupasse avrebbe dato loro visibilità».

Ad esprimere soddisfazione per la scelta di annullare l'incontro del 25 maggio rinviandolo a data da destinarsi, sono invece tutti gli oppositori della prima ora al suddetto convegno, a cominciare dal noto esponente del gruppo tradizionalista cattolico "Christus Rex" Matteo Castagna, il quale sul proprio profilo Facebook ha scritto «Seconda Vittoria in una settimana», facendo riferimento anche alla "prima vittoria" ottenuta in occasione del «passo indietro» dell'assessore alla Cultura Francesca Briani, in relazione alle polemiche suscitate dallo spettacolo "gay-friendly" andato in scena al Teatro Camploy la scorsa settimana. Gaudente per il risultato ottenuto pure il Cordinatore Nord Italia di Forza Nuova Luca Castellini, anche lui tra i primissimi ad opporsi apertamente, peraltro con toni minacciosi, al convegno indetto per il 25 maggio e poi sospeso dall'Università. In un video postato sulla sua pagina Facebook poco dopo aver appreso la notizia della rimozione dal calendario accademico dell'incontro previsto venerdì prossimo, il leader di FN spiega:

«Ho appena saputo che il Rettore dell'Università di Verona ha rinviato il convegno previsto per venerdì prossimo presso la Facoltà di Giurisprudenza, convegno con profughi e omosessuali, pagliacciata più che convegno. Noi di Forza Nuova avevamo detto una settimana fa che l'avremmo impedito, anche con la forza, beh direi saggia decisione signor Rettore, saggia decisione».

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