Tonno e cracker in mensa ad una bimba, tanta solidarietà per la famiglia

Diversi si sono fatti avanti per coprire il costo della retta, anche il noto calciatore dell'Inter Antonio Candreva. Ma l'episodio è anche oggetto di scontro politico

Antonio Candreva (Foto Ansa)

La storia della bambina a cui sono stati serviti dei cracker e una scatoletta di tonno perché i genitori non riuscivano a pagare il costo della mensa scolastica ha commosso tutti. Un cittadino ieri, 8 aprile, ha contattato anche la nostra redazione perché voleva contribuire lui stesso al pagamento della retta, così da poter permettere alla piccola della scuola elementare Zanella di Minerbe di poter usufruire degli stessi pasti della mensa che vengono serviti ai suoi compagni. E questo cittadino non è l'unico benefattore che si è fatto avanti. Stando a quanto riportato da Today, anche il celebre calciatore dell'Inter Antonio Candreva si è messo in contatto con il Comune di Minerbe per conoscere i dettagli della vicenda e per pagare coprire la spesa della mensa della bambini per tutto l'anno.

Gesti di generosità scaturiti da «un inaccettabile caso di discriminazione», come lo ha definito Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children. L'organizzazione internazionale si batte da anni affinché il diritto alla mensa scolastica di qualità sia garantito a tutti i bambini e le bambine. Nel 2017, secondo una ricerca di Save the Children, solo il 51% degli alunni della scuola primaria in Italia ha avuto accesso ad una mensa, con disparità enormi nei sistemi di refezione scolastica e una distanza sempre maggiore tra Nord e Sud. «Oggi la mensa scolastica, invece di rappresentare un momento educativo al pari dell'aula, rischia di rafforzare la condizione di diseguaglianza e di mancato accesso ai diritti nel nostro Paese - ha commentato Milano - È infatti un servizio a domanda individuale, legato alle scelte di bilancio dei singoli comuni e le politiche di accesso al servizio ed agevolazioni ed esenzioni tariffarie messe in campo sono fortemente squilibrate da un Comune all’altro, fino ad arrivare a insopportabili casi di esclusione e segregazione. È quindi necessario riconoscere alla mensa scolastica la funzione di servizio pubblico essenziale».

Ma il caso di Minerbe è diventato anche oggetto di scontro politico con l'attacco del Partito Democratico di Verona a cui ha risposto la Lega. «Andrea Girardi, sindaco di Minerbe, ha agito correttamente, nel pieno rispetto delle regole, a tutela dell'amministrazione comunale, delle moltissime famiglie che correttamente pagano le rette scolastiche, rendendosi disponibile, in più occasioni, per tutte quelle famiglie indigenti; io stesso avrei fatto la stessa cosa - ha commentato il parlamentare veronese Paolo Paternoster - Condanno, invece, l'atteggiamento falso e buonista di alcuni esponenti del Partito Democratico che, nemmeno conoscendo la questione, attaccano deliberatamente un'amministrazione comunale che invece si sta distinguendo per generosità, solidarietà e rispetto delle regole».
Per Potere al Popolo, invece, l'episodio di Minerbe «rispecchia la società del neoliberismo e dell'austerity, la società che taglia le spese per l'istruzione, per la sanità e per i servizi sociali. È una società ingiusta e disumana nella quale comandano i prepotenti e i bulli del debito, figli del pareggio di bilancio e della ferocia europeista. Bulli che discriminano chi è debole, chi non è ricco, chi è socialmente svantaggiato o ai margini».

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