Medici per la Pace, da Verona all'Himalaya per portare un sorriso

È rientrata la delegazione di Medici per la Pace, recatisi in Nepal con lo scopo di monitorare l'andamento del progetto di odontoiatria sociale che terminerà il 31 ottobre di quest'anno

I dentisti del progetto all'opera

È rientrata la delegazione di Medici per la Pace, recatisi in Nepal con lo scopo di monitorare l'andamento del progetto di odontoiatria sociale che terminerà il 31 ottobre di quest'anno.

Hanno preso parte alla missione tre specialisti di Verona: il presidente di Medici per la Pace Fabrizio Abrescia, il dentista volontario Simone Ottaviani, e il coordinatore di progetto Nicola Dal Sasso. I tre delegati sono stati inizialmente ospitati al Benchen Vihar Monastery, partner locale a Kathmandu, e hanno visitato l'ambulatorio medico gratuito che Medici per la Pace ha finanziato in passato. La delegazione si è poi spostata, seguendo le attività della clinica odontoiatrica mobile, nei villaggi remoti delle valli dell'Himalaya, per affiancare i dentisti locali nelle attività di screening odontoiatrico, di cura e di sensibilizzazione ed educazione all'igiene orale, rivolte ai bambini delle scuole. La clinica mobile viene ospitata nelle scuole di Pharping, Shockel e Chhaimale, a sud-ovest della capitale, e tutti gli studenti vengono sottoposti a visite di screening e a terapie gratuite.

medici per la pace himalaya-4

Dall'inizio del progetto (nel novembre 2017) fino ad oggi, sono stati visitati 1.800 bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni, nell'80% dei quali sono state rilevate delle carie. Il dentista locale che ha effettuato le visite ha osservato che negli ultimi anni la frequenza di carie nei giovani, in particolare negli adolescenti, è aumentata con il mutare della dieta locale da una dieta sana e tradizionale ad una dieta influenzata dalla globalizzazione, ricca di cibo-spazzatura ad alto contenuto di zuccheri e altre sostanze nocive per la salute dei denti e del cavo orale.

Il progetto si concentra su interventi di educazione e di cure d'urgenza, come spiega il presidente Fabrizio Abrescia: «Il tipo di odontoiatria praticato in Nepal è estremamente diverso da quello di cui abbiamo quotidianamente esperienza in Italia. In ragione della quantità di bisogni e delle frequenti urgenze, si è costretti a dare precedenza a interventi risolutori e di breve durata. La nostra iniziale propensione ad introdurre anche attività di tipo protesico si è presto rivelata irrealistica, date le condizioni locali».

Il dentista veronese Simone Ottaviani ha avuto modo di confrontarsi con il suo collega nepalese Karma Tashi Lama, responsabile locale del progetto, in un affiancamento che è stato di arricchimento reciproco. Per il dottor Ottaviani è stata la prima esperienza in Nepal, ma non è nuovo ad interventi in contesti di povertà. A Verona è uno dei volontari più dedicati di Medici per la Pace: da anni contribuisce al progetto «Diritto al sorriso» mettendo generosamente a disposizione le sue competenze per curare gratuitamente sul territorio veronese persone in condizioni di difficoltà economica.

Questa è la seconda missione tenutasi nel 2018 allo scopo di monitorare l'andamento del progetto: la prima si era svolta a marzo. Entrambe hanno dato risultati positivi, rilevando con soddisfazione come i collaboratori locali, selezionati sulla base di preparazione e capacità, stiano lavorando con molta professionalità e dedizione e stiano raggiungendo i risultati previsti dal progetto.

La recente visita è stata inoltre un'occasione per approfondire la conoscenza del territorio su cui Medici per la Pace lavora ormai da molti anni. Le attività intraprese vanno dalla visita ai danni lasciati dal terremoto del 2015, all'incontro con un cardiochirurgo locale per approfondire il funzionamento della sanità in Nepal, allo scambio con altre organizzazioni locali e internazionali che lavorano nella zona per valutare delle collaborazioni che rafforzino l'impatto dei progetti rivolti a chi ha più necessità. Infatti, guardando al prossimo futuro, l'ambizione è quella di raggiungere, fornendovi i medesimi servizi, villaggi ancora più remoti raggiungibili solo con diversi giorni di trekking, per portare un sorriso a chi non ha mai avuto accesso alle cure.

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