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Medici neolaureati in corsia, Zaia non torna indietro: «Sono chiamato a risolvere il problema»

Il Presidente della Regione difende la scelta fatta nel periodo di Ferragosto, ribadendo la necessità di far fronte alla carenza di personale nelle strutture sanitarie

 

Zaia dunque conferma la linea annunciata sotto Ferragosto per "tamponare" il problema della carenza di medici nelle strutture sanitarie della Regione. 
Una scelta che ha trovato l'opposizione anche delle associazioni di categoria, delle università e dei politici locali, ai quali si accodano ora i consiglieri Guarda (CpV), Bartelle (IIC) e Ruzzante (LeU). 

«Scaricabarile inaccettabile che trasforma l’utenza in cavie e pone a rischio di contenziosi gli stessi giovani. Zaia cerca di tappare il buco di anni di immobilismo sul fronte della carenza dei medici e scarica sui pazienti e sugli stessi neolaureati tutti i rischi di una scelta scellerata».

«È una decisione che contravviene ad ogni legge nazionale ed europea sulla sicurezza del malato e sulla preparazione specialistica dei medici. Si apre così uno scenario nel quale l’utenza è costretta a fruire di servizi di sanità pubblica facendo da cavie. Al tempo stesso si espongono gli stessi neolaureati al rischio di dolorosissimi contenziosi legali che potrebbero troncare sul nascere le loro carriere. Spade di Damocle alle quali si aggiungerebbe una condizione salariale a dir poco da fame. Sarebbe questa l’eccellenza della sanità veneta?».

Guarda annota inoltre che «a questa soluzione della Giunta Zaia si è giunti dopo che da anni i medici, specialmente i più giovani, chiedono l'aumento delle borse di studio, anche quelle regionali, per sostenere il cambio generazionale. E chiedono il riconoscimento della propria professionalità perché è inaccettabile che il Veneto sia ultimo in Italia per la retribuzione dei medici: professionisti che lavorano costantemente più di 160 ore mensili, magari senza il rispetto dei turni di riposo, e che si occupano delle vite altrui. Il sistema sanitario veneto - aggiunge - così come è stato strutturato da Zaia e dai vertici manageriali della Regione, costringe alla fuga i medici e spinge l’utenza stessa a rifugiarsi disperatamente nel privato oppure fuori dal nostro territorio».

«È questo l’obiettivo finale vero di questo governo veneto? Sicuramente non è il modo per fare politica, quella vera, che si prende a cuore il futuro della propria comunità, specialmente in quel delicatissimo ambito che è la salute, e dei giovani, la cui preparazione deve essere assicurata senza scaricare su di loro le conseguenze dell'irresponsabilità politica leghista».

Ed in merito all’iniziativa dell'Anaao Assomed che ha dato mandato ai propri avvocati di impugnare le delibere della Regione Veneto e di inviare un esposto-denuncia alla Corte dei Conti, i consiglieri osservano che «Zaia non ha mai tenuto un dialogo costruttivo ed aperto alle proposte che sono venute dall' Ordine dei medici e dai sindacati, accusati per giunta di non essere collaborativi. Riteniamo sia urgente che le scelte assunte vengano sottoposte al giudizio di legittimità: uno scaricabarile di queste dimensioni e di tale dannosità non può essere accettato nel silenzio».

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