Medici e infermieri russi a lezione nella clinica veronese San Francesco

Il personale sanitario composto da dieci medici ortopedici e dieci infermieri, provenienti da diversi ospedali di Mosca, sono stati ospitati per una settimana nella clinica leader nella chirurgia robotica

La delegazione russa nella clinica San Francesco

Arrivati dalla Russia per conoscere le attività della clinica San Francesco, leader in Italia per la chirurgia robotica protesica e riconosciuta ufficialmente dalla Regione Veneto come «struttura di riferimento per la chirurgia robotica ortopedica».

ll chirurgo ortopedico Piergiuseppe Perazzini, responsabile dell'unità di ortopedia e traumatologia, e il suo staff composto da medici, infermieri, anestesisti e fisioterapisti, hanno ospitato per una settimana una delegazione straniera di medici e infermieri provenienti da diversi ospedali di Mosca. Il personale sanitario composto da dieci medici ortopedici e dieci infermieri hanno avuto la possibilità di conoscere le attività della clinica veronese.

Il dottor Perazzini, nel 2011, fu il primo chirurgo ortopedico ad effettuare un intervento di implantologia protesica di ginocchio con l'uso del sistema robotico Mako fuori dagli Stati Uniti e ad oggi il dottore vanta la maggior casistica di interventi di protesi di ginocchio e di anca. «Sono orgoglioso che la nostra clinica sia stata scelta come struttura nella quale svolgere questo stage mirato a conoscere il mondo della robotica applicato all'ortopedia - ha commentato Perazzini - Durante la visita è stato dedicato molto spazio anche ad illustrare l'organizzazione della struttura, i protocolli di cui si avvale in campo terapeutico, la gestione del rischio clinico e tanti altri aspetti dell'attività sanitaria che ne fanno un centro di eccellenza. Sono state gettate le basi per una collaborazione più stretta sia nel campo scientifico che nel trattamento chirurgico dei pazienti».

La clinica San Francesco è nota anche per il suo approccio alla cura del paziente, grazie all'utilizzo di nuove tecnologie, e alla personalizzazione dei trattamenti e delle terapie. A tal proposito, la delegazione russa ha potuto vedere l'applicazione dell'intelligenza artificiale in sala operatoria nella riabilitazione post operatoria e nella valutazione dei pazienti. I medici e gli infermieri russi hanno potuto visionare, inoltre, i protocolli che definiscono la clinica come «ospedale senza dolore» ed anche cosa significa realizzare una terapia personalizzata che tenga conto del paziente dall'ingresso in struttura fino alla dimissione e al follow up.

Il personale medico ed infermieristico appartenente alla delegazione ha poi conosciuto la metodica conservativa e rigenerativa delle articolazioni messa in campo dal dottor Perazzini e dalla sua équipe grazie all'innesto di tessuto adiposo autologo. La struttura, infatti, da tempo si occupa di impiegare le cellule mesenchimali, originarie del tessuto adiposo, per ritardare l'intervento protesico di anca e ginocchio e di molte altre articolazioni.

«Durante la nostra permanenza siamo riusciti a vedere come opera la clinica, in particolare il reparto di ortopedia e traumatologia - ha dichiarato Svetlana Ushakova, capo del progetto del centro per la cooperazione internazionale e affari di Mosca - Lo scopo principale della nostra visita, oltre allo studio e al preziosissimo scambio d'esperienza nel campo dell'ortopedia, è anche quello di incentivare lo sviluppo e il promuovere il consolidamento dei rapporti tra l'Italia e la Russia e credo che si tratti di un obiettivo che possiamo considerare raggiunto. Notiamo con felicità che i medici italiani e quelli moscoviti hanno costruito un rapporto di fiducia e di amicizia»

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