Violenza e omofobia, manifestazione in Bra: "Verona stanca di squadrismo e intolleranza"

Dopo l'aggressione ai danni di una coppia gay nel centro del capoluogo scaligero, quest'oggi si tiene la manifestazione di solidarietà cui aderiscono anche Pd e Sinistra in Comune: "L'amministrzione sottovaluta i fenomeni di violenza e intolleranza nella nostra città"

Il Partito Democratico di Verona ha annunciato ufficialmente la propria adesione alla manifestazione prevista per oggi, sabato 18 agosto alle ore 16 da piazza Bra a piazza delle Erbe, dal titolo eloquente "Mano nella mano contro l’omofobia" promossa in città da diverse associazioni (Assemblea 17 dicembre, Circolo Pink, Arcigay/Arci Pianeta Milk Verona e molte altre). L'iniziativa è stata organizzata in seguito all'episodio di cronaca che ha visto una coppia gay brutalmente aggredita, a parole e fisicamente, lo scorso sabato 11 agosto nel pieno del centro storico di Verona. 

«Crediamo che la città sia stanca e non meriti di assurgere continuamente agli onori della cronaca per rigurgiti di intolleranza omofobica, razzistica e di squadrismo politico a cui periodicamente assistiamo. - comemnta il segretario cittadino del Pd Luigi Ugoli annunciando la partecipazione del partito alla manifestazione - Episodi singoli, sì, ma che messi in fila disegnano nell’ultimo anno una preoccupante escalation. La condanna "senza se e senza ma" di tutte le violenze da parte del Sindaco di Verona ci soddisfa solo in parte. - aggiunge poi polemicamente Luigi Ugoli - Nello stesso giorno in cui lanciava il suo monito, in una intervista ad un giornale locale il sindaco Sboarina giustificava infatti il gesto di un suo consigliere di maggioranza che la settimana scorsa aveva disonorato il consiglio comunale di Verona con il saluto romano. Crediamo - conclude quindi l'esponente Pd - sia necessaria da parte del primo cittadino una presa di distanza dalle parti più estremistiche della sua maggioranza che spesso tirano in ballo a sproposito anche fede e religione per giustificare posizioni politiche antistoriche». 

Nel frattempo anche la coalizione di Verona e Sinistra in Comune ha annunciato che parteciperà «con convinzione alla marcia "Mano nella mano contro l’omofobia", augurandosi che tante veronesi e tanti veronesi risponderanno all’appello».

Il capogruppo in Consiglio Michele Bertucco ha quindi ha sua volta rintuzzato la polemica contro la maggioranza guidata dal sindaco Sboarina: «Da parte dell’amministrazione comunale vi è una grave sottovalutazione dei fenomeni di violenza e intolleranza che stanno accadendo nelle nostra città. - spiega il consigliere di Verona e Sinistra in Comune - Non ci si rende conto forse che le parole di intolleranza e di attacco ai diritti civili (si pensi solo alla campagna contro la Legge 194) usate da tanti esponenti politici sia a livello nazionale che a livello locale, creano le condizioni e l’humus culturale per cui un gruppo di giovani annoiati e frustrati si sente autorizzato ad aggredire in pieno centro in orario di punta una coppia che sta tranquillamente camminando per la città. Non si mette in discussione il fatto che sui cosiddetti temi etici ci possano essere delle posizioni diverse tra le forze politiche, - aggiunge quindi Bertucco - dovere di un amministratore è però di rispettare la Costituzione tutelando la persona al di là delle differenze di credo religioso, politico, etnia, razza ed orientamento sessuale».

Infine Michele Bertucco ha quindi rivolto un appello consonante a quello dell'esponente Pd Luigi Ugoli nei confronti del primo cittadino di Verona Federico Sboarina, invitandolo non solo alla naturale, e ci sia concesso dirlo, un po' scontata, condanna di ogni forma di violenza, bensì anche alla presa di distanza da quegli esponenti politici, locali e nazionali, che secondo Bertucco contribuiscono ad avvelenare il clima politico esasperando le conflittualità: «La tendenza dell’amministrazione a sminuire la gravità di quanto accade riducendo tutto a "bravata" o "ragazzata", - argomenta Bertucco - non fa altro che assecondare e indirettamente ad alimentare la violenza. Il Sindaco, se vuole essere Sindaco di tutti i veronesi, deve non solo condannare la violenza ma anche prendere le distanze da esponenti politici che con le loro posizioni border-line contribuiscono ad inacidire il clima (da Salvini a Fontana, tanto per fare due nomi) e - conclude quindi il consigliere di Verona e Sinistra in Comune - isolare le frange più estreme della sua maggioranza che promuovono una visione oscurantista della città».

Chissà che magari, recependo gli appelli tutto sommato condivisibili se non altro nelle premesse, rivoltigli dai suoi colleghi politici, anche il sindaco di Verona quest'oggi, a sorpresa, non decida di prendere parte alla manifestazione "Mano nella mano contro l’omofobia". Sarebbe un segnale forte e chiaro di «condanna senza "se" e senza "ma" della violenza», decisamente molto più significativo di qualunque dichiarazione a microfoni accesi, un gesto politico di rottura col passato all'insegna di una visione davvero "comunitaria" e "unita" della città. Il "bene comune" di Verona e dei veronesi, che certo non sta nel sentirsi appiccicare costantemente etichette come quella di "città razzista" e "città omofoba", passano forse anche da piccole grandi scelte, magari difficili da prendere, come questa: c'è tempo, dopotutto, fino alle ore 16 di oggi per pensarci...

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