Le Mamme No Pfas preparano 5 giorni di presidio davanti alla Procura

L'iniziativa scatterà a Vicenza il 24 agosto e andrà avanti fino al 28: "Chiediamo le dimissioni di tutti i Responsabili che nulla hanno fatto per bloccare questa colossale e vergognosa vicenda"

Immagine d'archivio

Noi Mamme No Pfas, unitamente agli altri movimenti No PFAS, abbiamo deciso di effettuare un presidio giorno e notte davanti alla Procura di Vicenza.

Da venerdì 24 a martedì 28 Agosto 2018 saremo nel piazzale all’ingresso della Procura per manifestare il nostro sostegno alle indagini, ma anche e soprattutto per chiedere a gran voce che la decisione di chiudere l’azienda Miteni venga finalmente presa, senza indugi e senza paura.

Le Istituzioni hanno, a volte, bisogno di una scossa. Comune di Trissino, Provincia di Vicenza, Regione Veneto e Governo, sono gli attori principali in questa vicenda di disastro ambientale, che ha avuto e avrà conseguenze devastanti nel lungo periodo sulla salute dei cittadini coinvolti e sul territorio.

Gli Enti preposti ad occuparsi di Sanità, Ambiente e Giustizia possono e devono agire subito!

Chiediamo le dimissioni di tutti i Responsabili che nulla hanno fatto per bloccare questa colossale e vergognosa vicenda e che fino ad oggi non hanno voluto vedere e sentire, autorizzando Miteni a contaminare acqua, aria, territorio e persone, ignorando completamente il Principio di Precauzione, senza attuare efficaci controlli sull’ambiente, sui dipendenti dell’azienda e su tutta la popolazione coinvolta.

Non c’è più tempo!

Chiediamo la condanna dell’azienda, la bonifica del sito ed il risarcimento dei danni provocati, poiché non sia, ancora una volta, la collettività tutta costretta a pagare il prezzo di chi non ha platealmente fatto il proprio dovere.

Questo il comunicato del gruppo "Mamme No Pfas - genitori attivi - area contaminata", che lancia la nuova iniziativa per protestare contro la contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche. Il problema tocca tre province, quelle di Vicenza, Padova e Verona: in quest'ultima sono 13 i comuni scaligeri interessati, tra la zona della Bassa e quella dell'Est veronese. 

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