Mamme No Pfas ascoltate in Parlamento Europeo. "Siamo stati avvelenati"

Il gruppo che raccoglie i cittadini provenienti dai territori veneti contaminati è andato a Bruxelles per chiedere che l'Europa imponga la "soglia zero" per le sostanze perfluoroalchiliche

(Foto Facebook)

Nella mattinata di oggi, 19 giugno, una delegazione di Mamme No Pfas, gruppo in cui si sono raccolti i cittadini dei comuni veneti interessati dalla contaminazione delle acque con sostanze perfluoroalchiliche, è stato ricevuto e ascoltato dal Parlamento Europeo.

Non c'è più tempo - hanno detto gli attivisti veneti ascoltati a Bruxelles - Nonni, figli, nipoti, tutti noi abbiamo questi veleni, i Pfas, nel sangue. Li abbiamo bevuti, li abbiamo respirati, li abbiamo mangiati attraverso cibo contaminato proveniente dalle nostre terre. 400mila persone sono state avvelenate e l'area contaminata ne coinvolge il doppio. Avvelenare l'acqua significa mettere in crisi il futuro e noi ne siamo la dimostrazione vivente. L'aumento delle patologie derivanti dall'assunzione di queste sostanze è devastante e il ritardo delle istituzioni è disarmante e inaccettabile. Non esiste una normativa europea che individui le responsabilità giuridiche delle multinazionali per i danni provocati dalle aziende da loro controllate. E non esistono autorità in grado di intervenire repentinamente in questi casi.

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Durante il loro intervento, i cittadini provenienti dalle province di Verona, Vicenza e Padova hanno ribadito che la contaminazione da Pfas è un problema duplice, ambientale e sanitario. E al termine dell'esposizione del problema ai nostri rappresentanti europei, le Mamme No Pfas hanno chiesto che il principio di precauzione venga regolato da delle norme e che venga tolto il limite minimo di tolleranza alla presenza di Pfas nelle acque e nei cibi. "Tutte le sostanze bioaccumulabili, persistenti e tossiche, devono avere limiti pari a zero. Non esiste una soglia minima accettabile per queste sostanze".

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